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Poca attività fisica=salute a rischio. La soluzione: spostarsi a piedi o in bicicletta

Un quarto degli adulti non fa attività fisica, mettendo mettendo a rischio la salute. Italia maglia nera. Soluzioni: andare a piedi o in bicicletta.

di Raffaele Di Marcello

Oltre un quarto della popolazione adulta mondiale – circa 1,4 miliardi di persone – fa troppo poco esercizio fisico, mettendosi a più alto rischio di malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, demenza e tumori. Lo afferma uno studio condotto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità pubblicato sulla rivista The Lancet Global Health.

Lo studio dell’OMS ha coinvolto 1,9 milioni di partecipanti provenienti da 168 paesi. Dai risultati dell’indagine è emerso che 1,4 miliardi di adulti non fa abbastanza attività fisica. Secondo i livelli raccomandati dall’Organizzazione, infatti, un uomo adulto dovrebbe svolgere ogni settimana almeno 150 minuti di attività ad intensità moderata o 75 minuti ad intensità più vigorosa. Tra i 20 paesi “più pigri” si trova l’Italia, diciannovesima nella classifica della sedentarietà, con il 41% degli adulti che non svolge attività fisica a sufficienza. Il nostro Paese sarebbe, inoltre, caratterizzato da un’ampia forbice tra i due sessi: il 36,2% dei maschi non si muove abbastanza contro il 46,2% delle donne.

E per attività fisica non si intende solo quella sportiva, ma anche gli spostamenti quotidiani, per recarsi a lavoro o a scuola e per compiere le incombenze di tutti i giorni. Sempre più persone, purtroppo, usano il mezzo meccanico anche per brevi spostamenti e così aumentano le malattie legate alla sedentarietà.

L’OMS esorta, quindi, i Governi a prendere atto di questi cambiamenti e a mettere in atto infrastrutture che promuovano il camminare e l’andare in bicicletta, sia per gli spostamenti quotidiani, che per lo sport e le attività ricreative attive.

Una raccomandazione che FIAB fa sua da sempre, promuovendo il Bike to Work e Bike to School e l’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano, anche attraverso la rete di ComuniCiclabili. Ora lo ribadisce anche una fonte autorevole come l’Organizzazione Mondiale della Sanità. Riusciranno i Governi mondiali, compreso quello italiano, a mettere in atto politiche adeguate?

Incentivazione chilometrica del Bike To Work. Istruzioni per l’uso.

Sono molte le domande che un’Amministrazione può porsi nel momento in cui decide di dare il via ad un progetto di incentivazione del Bike to work.

L’Avv. Jacopo Michi, dell’ufficio legale FIAB, avendo collaborato con il Dott. Canessa, Segretario del Comune di Massarosa, alla redazione del primo bando sperimentale, fornisce alcune brevi indicazioni (strutturate nella forma di FAQ – Frequently Asked Questions), che possono aiutare Amministrazioni ed aziende ad elaborare analoghi strumenti di incentivazione della mobilità ciclistica.

Ovviamente, saranno sempre possibili correttivi e miglioramenti, anche tenendo conto delle peculiarità locali e degli obiettivi concretamente perseguiti dalle Amministrazioni.

Mario Andreozzi, di FIAB Versilia BiciAmici, ha predisposto invece breve scheda che mette in evidenza le varie fasi del progetto “Bike to Work – incentivo chilometrico. Il Modello Massarosa”

FIAB, tramite i suoi tecnici, è pronta a fornire la propria consulenza a tutti quei soggetti – pubblici e privati – che fossero intenzionati ad attivare progetti di incentivazione del “bike to work” in qualsiasi forma attuati.

Download del manuale di Jacopo Michi: Incentivazione chilometrica del Bike To Work. Istruzioni per l’uso

Download della scheda di Mario Andreozzi: Bike to Work – incentivo chilometrico. Il Modello Massarosa