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Il 2 giugno torna la Biciclettata Adriatica. Due iniziative nelle Marche e in Abruzzo per promuovere la Ciclovia Adriatica.

La prima manifestazione, che coinvolge il tratto marchigiano-abruzzese, quest’anno alla tredicesima edizione, è nata nel 2011 per sensibilizzare cittadini e istituzioni sulla necessità di una mobilità più sostenibile e per il completamento del tratto Marchigiano-Abruzzese della Ciclovia Adriatica. Previste partenze da nord (San Benedetto del Tronto) e da sud (Francavilla al Mare), con tappe in tutti i Comuni attraversati e arrivo a Roseto degli Abruzzi.

Il secondo evento, tutto marchigiano, vedrà confluire a Senigaglia i pedalatori provenienti da Ancona e da Jesi, a nord, e da Pesaro, a sud.

Riparte la Biciclettata Adriatica, manifestazione nata quattordici anni fa da un gruppo di appassionati della mobilità ciclistica per portare all’attenzione delle istituzioni le tematiche relative alla mobilità ciclistica che, nel tempo, ha coinvolto sempre nuovi territori e numerose associazioni.

Negli anni, anche grazie alle centinaia di partecipanti e al costante lavoro portato avanti, in ambito nazionale e locale, dalle associazioni aderenti, tra le quali la FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta – e il WWF, molto è stato fatto per il completamento dell’infrastruttura ciclabile costiera abruzzese ed è di questi giorni la notizia dell’appalto del ponte ciclopedonale sul fiume Tronto, che unirà finalmente i percorsi ciclabili di Marche e Abruzzo.

L’EVENTO ABRUZZESE

Il primo evento vede due partenze, una in territorio marchigiano, nel comune di San Benedetto del Tronto, dove i pedalatori arriveranno in Abruzzo attraversando la strada stradale 16, si spera per l’ultimo anno, visto l’annuncio della prossima realizzazione del ponte ciclopedonale sul fiume Tronto, e una a Francavilla al Mare, nel chietino. L’arrivo è previsto a Roseto degli Abruzzi, dopo aver attraversato un percorso ciclabile quasi del tutto completato, grazie al progetto Bike to Coast della Regione Abruzzo.

Resta, però – dichiara il presidente FIAB Teramo Gianni Di Francesco – ancora molto da fare, in quanto la ciclovia Adriatica, nel tratto Abruzzese, presenta ancora diverse interruzioni e criticità, e non risulta percorribile da tutti gli utenti in bici o su i pattini, in quanto spesso ha un fondo inadatto o dimensioni inadeguate. Manca, inoltre, a livello regionale, una chiara strategia sulla mobilità ciclistica.”.

Un appuntamento importante, quindi, quello del 2 giugno, per tenere alta l’attenzione sul tema, tant’è che quest’anno, in Abruzzo, oltre alle associazioni che, tradizionalmente, collaborano all’organizzazione, anche l’UNITEL – Unione Nazionale Tecnici Enti Locali è tra i promotori.

Come tecnici dei Comuni e delle Province abbiamo a cuore la mobilità ciclistica – dichiara Raffaele Di Marcello, presidente regionale Abruzzo dell’UNITEL – straordinario strumento di pianificazione dello spazio pubblico. La bicipattinata è l’occasione per porre all’attenzione di colleghi e amministratori degli Enti Locali la necessità di ripensare le nostre città nel segno dell’accessibilità universale, dando spazio alle persone prima ancora che alle infrastrutture”.

Infrastrutture, quindi, e servizi, per ciclisti e utilizzatori di mezzi per la micromobilità, come i pattinatori, che anche quest’anno arriveranno numerosi da tutta Italia, grazie alla collaborazione di Pescara Pattini che ha inserito l’evento, insieme ad un’altro gemello che si terrà sulla Costa dei Trabocchi il primo giugno, nel circuito del PPUG – Pattiniamo l’Italia, inserendola nel calendario ufficiale del raccordo di utilizzatori di piste pattinabili distribuito in tutta Italia sia in versione cartacea che digitale. Per questo, da qualche anno, l’evento prende il nome di BICIPATTINATA ADRIATICA.

Ma la mobilità ciclistica è anche rispetto dell’ambiente, come ricorda Dante Caserta, del WWF Italia “tredici edizioni di una manifestazione come la Biciclettata Adriatica, organizzata da soli volontari, è un grande risultato. E il successo che ha raccolto in tutti questi anni è la prova che c’è una richiesta, da parte di tanti, di rafforzare la mobilità sostenibile, non solo per finalità turistiche, ma anche per contrastare l’inquinamento atmosferico e le emissioni di gas climalteranti. Andando a lavoro o a scuola con la bicicletta possiamo contribuire concretamente a combattere il cambiamento climatico. Oltre a fare un po’ di sana attività sportiva all’aria aperta!”.

L’appuntamento è, quindi, per il 2 giugno prossimo, in sella alla bici o con i pattini ai piedi; ognuno potrà percorrere tutto il tragitto o un tratto più breve, per poi incontrarsi tutti a Roseto, dove ci sarà animazione e ristoro. Il ritorno potrà avvenire a bordo dei tanti treni regionali, molti dei quali attrezzati per il trasporto gratuito delle biciclette.

La locandina dell’evento marchigiano/abruzzese

L’appuntamento è, quindi, per il 2 giugno prossimo, in sella alla bici o con i pattini ai piedi; ognuno potrà percorrere tutto il tragitto o un tratto più breve, per poi incontrarsi tutti a Roseto, dove ci sarà animazione e ristoro. Il ritorno potrà avvenire a bordo dei tanti treni regionali, molti dei quali attrezzati per il trasporto gratuito delle biciclette.

L’EVENTO MARCHIGIANO

Anche le FIAB marchigiane quest’anno propongono la Biciclettata, con la stessa formula sperimentata da oltre un decennio in Abruzzo. I punti di partenza sono tre, due da nord (Ancona e Jesi) ed uno da sud (Pesaro) con arrivo a Senigaglia.

Anche qui la formula è quella della “passeggiata” in bicicletta, sotto forma di manifestazione per la promozione della mobilità ciclistica e per sensibilizzare le amministrazioni locali sulla necessità di completare le infrastrutture ciclabili del territorio e, in particolare, la Ciclovia Adriatica nel tratto marchigiano. Infatti, a differenza della limitrofa Abruzzo, la Regione Marche sembra aver “dimenticato” il progetto di completamento dell’infrastruttura ciclabile costiera, che, seppur finanziata nell’ambito del sistema nazionale delle Ciclovie Turistiche, da qualche tempo ha rallentato il passo.

La Biciclettata Adriatica sarà quindi l’occasione per ricordare l’importanza delle infrastrutture ciclabili che, per un giorno, uniranno idelmente due regioni, Marche e Abruzzo, in attesa del collegamento fisico che, si spera, verrà completato a breve.

La locandina dell’evento marchigiano

“Case green”: nella direttiva europea anche l’obbligo di parcheggi per biciclette all’interno degli edifici.

di Raffaele Di Marcello – Centro studi FIAB

Martedi 12 marzo scorso il Parlamento europeo ha approvato con 370 voti favorevoli, 199 contrari 46 astenuti la Direttiva Europea EPBD (Energy performance of building directive) meglio conosciuta come Case green. Dopo un anno di trattative, l’assemblea plenaria ha chiuso il percorso del provvedimento, che ora dovrà ricevere l’approvazione formale del Consiglio e poi andrà in Gazzetta Ufficiale per entrare in vigore.

La Direttiva, volta a ridurre progressivamente le emissioni di gas serra e i consumi energetici nel settore edilizio entro il 2030 e pervenire alla neutralità climatica entro il 2050, contiene anche importanti novità per la mobilità ciclistica.

La promozione della mobilità verde – si legge nella Direttiva –  è un elemento portante del Green Deal europeo e gli edifici possono svolgere un ruolo importante nel fornire le infrastrutture necessarie, non solo per la ricarica dei veicoli elettrici ma anche per la ricarica delle biciclette. Il passaggio alla mobilità attiva, come la bicicletta, può ridurre in modo significativo le emissioni di gas a effetto serra prodotte dai trasporti. Alla luce dell’aumento della vendita di biciclette con pedalata assistita elettricamente e di altri tipi di veicoli di categoria L di cui all’articolo 4 del regolamento (UE) n. 168/2013 del Parlamento europeo e del Consiglio, e al fine di agevolare l’installazione di punti di ricarica in una fase successiva, il pre-cablaggio o la canalizzazione dovrebbero essere obbligatori nei nuovi edifici residenziali e, laddove tecnicamente ed economicamente fattibile, negli edifici residenziali sottoposti a ristrutturazioni importanti.”

La mancanza di parcheggi per bicievidenzia la Direttiva è un ostacolo serio alla diffusione della bicicletta, negli edifici residenziali e non residenziali. I requisiti a livello dell’Unione e i regolamenti edilizi nazionali possono sostenere efficacemente la transizione verso una mobilità più pulita grazie a disposizioni relative a un numero minimo di posti bici, e la realizzazione di posti bici e delle relative infrastrutture in zone in cui le biciclette sono meno utilizzate potrebbe determinare un aumento del loro impiego.

L’obbligo di assicurare posti bici non dovrebbe dipendere dalla disponibilità e dall’offerta di posti auto, né essere necessariamente collegato ad esse, in quanto in determinate circostanze tali posti auto potrebbero non essere disponibili. Gli Stati membri dovrebbero consentire l’aumento dei posti bici negli edifici residenziali in cui non vi sono posti auto prevedendo l’installazione di almeno due posti bici per unità immobiliare residenziale.”

Una presa di posizione importante da parte dell’Unione Europea che viene maggiormente dettagliato all’art. 14 della Direttiva dove si prevede:

-Per quanto riguarda gli edifici non residenziali di nuova costruzione con più di cinque posti auto e gli edifici non residenziali sottoposti a ristrutturazioni importanti, con più di cinque posti auto, e, entro il 1º gennaio 2027, per tutti gli edifici non residenziali con più di 20 posti auto, una previsione di posti bici che rappresentino almeno il 15% della media o il 10% della capacità totale di utenza degli edifici non residenziali, tenendo conto dello spazio necessario anche per biciclette di dimensioni maggiori rispetto a quelle standard.

-Per quanto riguarda gli edifici residenziali di nuova costruzione con più di tre posti auto e gli edifici residenziali sottoposti a ristrutturazioni importanti, con più di tre posti auto, una previsione di installazione di almeno due posti bici per unità immobiliare residenziale.

Per “posto bici” si intende uno spazio designato per il parcheggio di almeno una bicicletta.

Gli Stati membri, che dovranno recepire la Direttiva nelle normative nazionali, dovranno assicurare la disponibilità di assistenza tecnica per i proprietari di immobili ed i locatari che intendono installare punti di ricarica e posti bici.

Non resta che attendere l’approvazione definitiva della Direttiva e, soprattutto il suo recepimento nella normativa italiana che, attualmente, prevede parcheggi per biciclette nella Legge 366/98 e nel successivo DM 557/98 di attuazione, anche se non indica espressamente i posti bici all’interno degli edifici, pubblici o privati.

Va evidenziato che, con la Legge 11 gennaio 2018, n. 2 – Disposizioni per lo sviluppo della mobilità in bicicletta e la realizzazione della rete nazionale di percorribilità ciclistica – si prevede, analogamente a precedenti e successive leggi regionali sulla stessa materia:

– all’art. 5, che il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica, contenga:

(omissis)

  1. f)  gli  indirizzi relativi alla predisposizione delle reti ciclabili urbane ed extraurbane, delle aree di sosta delle biciclette, dei provvedimenti relativi alla sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, nonché gli interventi necessari a favorire l’uso della bicicletta nelle aree urbane;
  2. g) la procedura di recepimento degli indirizzi di cui alla lettera f) negli strumenti di pianificazione territoriale e urbanistica, nei regolamenti edilizi e negli interventi di costruzione o ristrutturazione degli edifici pubblici, con particolare riferimento a quelli scolastici.

– all’art. 6 che il Biciplan definisca:

(omissis)

  1. n) eventuali azioni utili a estendere gli spazi destinati alla sosta delle biciclette prioritariamente in prossimità degli edifici scolastici e di quelli adibiti a pubbliche funzioni nonché in prossimità dei principali nodi di interscambio modale e a diffondere l’utilizzo di servizi   di condivisione delle biciclette (bike-sharing).

– all’art. 8 che:

  1. I comuni possono prevedere, in prossimità di aeroporti, di stazioni ferroviarie, di autostazioni, di stazioni metropolitane e di stazioni di mezzi di trasporto marittimi, fluviali e lacustri, ove presenti, la realizzazione di velostazioni, ossia di  centri per il deposito custodito di biciclette, l’assistenza tecnica e l’eventuale servizio di noleggio.

(omissis)

  1. I comuni prevedono nei regolamenti edilizi misure finalizzate alla realizzazione di spazi comuni e attrezzati per il deposito di biciclette negli edifici adibiti a residenza e ad attività terziarie o produttive e nelle strutture pubbliche.
  2. In sede di attuazione degli strumenti urbanistici i comuni stabiliscono i parametri di dotazione di stalli per le biciclette destinati ad uso pubblico e ad uso pertinenziale.

Quindi la legge nazionale sulla mobilità ciclistica prevede già che, nei Regolamenti edilizi, sia prevista la realizzazione di spazi comuni ed attrezzati per il deposito di biciclette, in tutte le tipologie di edifici, residenziali o produttivi, ma demanda ai Comuni l’individuazione dei parametri di dotazione del numero di stalli.

La Direttiva europea, ora, fornisce un parametro preciso. Vedremo quali saranno gli effetti.

ComuniCiclabili: consegnate le prime bandiere gialle del 2024

di Redazione 0.1.02.2024

Entra nel vivo la 7a edizione di ComuniCiclabili, l’iniziativa della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta con il riconoscimento per le città a misura di bicicletta. Anche Aosta e Ascoli Piceno entrano nella rete dei Comuni amici della bicicletta.

Sono state consegnate oggi le prime bandiere gialle 2024 della settima edizione di FIAB-ComuniCiclabili, il riconoscimento – già assegnato dal 2017 a oggi a 180 città – che valuta e attesta l’impegno dei territori italiani nel promuovere la ciclabilità come modello di mobilità sostenibile, scelta fondamentale per il buon esito della transizione virtuosa delle nostre città.

Alla cerimonia on line hanno partecipato anche le prime due new entry di questa edizione. Si tratta di Aosta, che conquista un punteggio di 3 bike-smile su un massimo di 5 (e che decreta contestualmente anche l’ingresso dell’omonima regione nella rete dei ComuniCiclabili di FIAB) e di Ascoli Piceno, con 2 bike-smile.

Comuni Ciclabili, una rete in crescita

“La rete dei ComuniCiclabili – dichiara Alessandro Tursi, Presidente FIAB – cresce ancora, grazie al consolidato rapporto di collaborazione e fiducia tra FIAB e amministrazioni locali. Le migliori innovazioni nel nostro Paese arrivano dalle comunità locali che, attraverso la scelta dei propri rappresentanti, esprimono sempre di più il desiderio di cambiare in meglio lo spazio delle proprie città”.

Dei circa quaranta rinnovi consegnati oggi ad altrettanti comuni già presenti nel network, meritano una citazione alcuni comuni. Parliamo prima di tutto di Pesaro, che vede confermato per il settimo anno consecutivo il massimo punteggio di 5 bike-smile e che, grazie all’importante ruolo di Capitale della Cultura italiana 2024, quest’anno potrà essere un esempio per il resto d’Italia anche in tema di mobilità e spazio pubblico. Altro caso interessante è quello di Giulianova (TE) che ottiene la promozione a 3 bike-smile grazie anche all’impegno nell’ambito del progetto della Città 30 più lunga d’Italia: 45 km lungo il litorale abruzzese, attraverso i territori dei 7 comuni teramani dell’ATS Città della Costa.

Entra nel vivo la 7a edizione di ComuniCiclabili, l’iniziativa della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta con il riconoscimento per le città a misura di bicicletta. Anche Aosta e Ascoli Piceno entrano nella rete dei Comuni amici della bicicletta.

Sono state consegnate oggi le prime bandiere gialle 2024 della settima edizione di FIAB-ComuniCiclabili, il riconoscimento – già assegnato dal 2017 a oggi a 180 città – che valuta e attesta l’impegno dei territori italiani nel promuovere la ciclabilità come modello di mobilità sostenibile, scelta fondamentale per il buon esito della transizione virtuosa delle nostre città.

Alla cerimonia on line hanno partecipato anche le prime due new entry di questa edizione. Si tratta di Aosta, che conquista un punteggio di 3 bike-smile su un massimo di 5 (e che decreta contestualmente anche l’ingresso dell’omonima regione nella rete dei ComuniCiclabili di FIAB) e di Ascoli Piceno, con 2 bike-smile.

Comuni Ciclabili, una rete in crescita

“La rete dei ComuniCiclabili – dichiara Alessandro Tursi, Presidente FIAB – cresce ancora, grazie al consolidato rapporto di collaborazione e fiducia tra FIAB e amministrazioni locali. Le migliori innovazioni nel nostro Paese arrivano dalle comunità locali che, attraverso la scelta dei propri rappresentanti, esprimono sempre di più il desiderio di cambiare in meglio lo spazio delle proprie città”.

Dei circa quaranta rinnovi consegnati oggi ad altrettanti comuni già presenti nel network, meritano una citazione alcuni comuni. Parliamo prima di tutto di Pesaro, che vede confermato per il settimo anno consecutivo il massimo punteggio di 5 bike-smile e che, grazie all’importante ruolo di Capitale della Cultura italiana 2024, quest’anno potrà essere un esempio per il resto d’Italia anche in tema di mobilità e spazio pubblico. Altro caso interessante è quello di Giulianova (TE) che ottiene la promozione a 3 bike-smile grazie anche all’impegno nell’ambito del progetto della Città 30 più lunga d’Italia: 45 km lungo il litorale abruzzese, attraverso i territori dei 7 comuni teramani dell’ATS Città della Costa.

della Costa.

pesaro, comuni ciclabili
La Bicipolitana di Pesaro

Dei 35 capoluoghi di regione e provincia già in rete – cui si sono aggiunti Aosta e Ascoli Piceno – hanno ricevuto oggi la valutazione 2024 e rinnovato la propria presenza in FIAB ComuniCiclabili le città di Bari (1 bike-smile), L’Aquila e Lecce (con 2 bike-smile), Torino (3 bike-smile), Piacenza (4 bike-smile), Ferrara e Pesaro (5 bike-smile).

Velo-city 2026, a Rimini il summit mondiale della ciclabilità

Ospite del consueto momento formativo riservato ai ComuniCiclabili FIAB nell’ambito della cerimonia è quest’anno Roberta Frisoni, assessore alla mobilità, urbanistica e trasporto pubblico del Comune di Rimini, città che ha appena vinto la candidatura per ospitare l’edizione 2026 di Velo-city, il più importante summit mondiale sulla ciclabilità organizzato ogni anno da ECF- European Cyclists’ Federation.

Come ricorda Tursi, FIAB ha sostenuto fortemente questa candidatura e avrà un ruolo centrale nella proposta e nel coordinamento dei contenuti di Velo-city 2026 di cui sarà Programme Director. “Dopo anni di impegno congiunto con la città di Rimini, ComuneCiclabile fin dalla prima edizione, riportiamo in Italia, dopo ben 35 anni, Velo-city, il più importante evento al mondo sulla mobilità in bicicletta e lo spazio pubblico – afferma Tursi. “Grazie al partenariato con ANCI ci saranno agevolazioni per favorire la partecipazione dei comuni italiani all’evento. Finora l’Italia si è aperta poco al mondo su questo fronte, pertanto porteremo il mondo in Italia”.

rimini, velo-city
Il sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad, Jill Warren CEO di ECF, Alessandra Frisoni, assessora alla mobilità, urbanistica e trasporto pubblico di Rimini

Premiato per la sua capacità di orientarsi verso la mobilità sostenibile, trasformandosi in una città vivibile e salutare, il capoluogo romagnolo accoglie con orgoglio l’importante manifestazione di respiro internazionale, che attrae più di 1.500 delegati provenienti da oltre 60 paesi e che si pone come un momento di confronto e scambio di conoscenze per la promozione della mobilità attiva e sostenibile. L’evento riunisce ogni anno tutte le principali figure coinvolte nella definizione di politiche, nella promozione e realizzazione di infrastrutture per la ciclabilità, fondamentali per una vera transizione delle nostre città: dalle organizzazioni che si occupano di advocacy ai decisori politici, dal mondo accademico alle aziende di settore.

Comuni Ciclabili, prossimo appuntamento in primavera

L’edizione 2024 di FIAB-ComuniCiclabili prosegue quindi a pieno ritmo e, in primavera, è già prevista la consegna di altre bandiere gialle. Ricordiamo che l’iniziativa è patrocinata da: Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ECF-European Cyclists’ Federation, ANCI-Associazione Nazionale Comuni Italiani, INU-Istituto Nazionale di Urbanistica, Associazione dei Comuni Virtuosi, ALI-Autonomie Locali Italiane, Città in Bici, World Cycling Alliance e WWF.

Provincia di Vicenza sempre più ciclabile: Piano itinerari ciclabili e contributi ai Comuni (oltre 2 milioni di euro)

Nuovo Piano provinciale della Rete degli itinerari ciclabili,  realizzato in collaborazione con FIAB, e finanziamenti ai Comuni per sviluppare gli itinerari ciclistici individuati dalla pianificazione. Così la Provincia di Vicenza punta a realizzare una rete diffusa per la mobilità in bicicletta ed il cicloturismo.

 

La provincia di Vicenza è sempre più terra per biciclette. Lo testimonia la volontà delle amministrazioni comunali di realizzare itinerari ciclabili e lo conferma la Provincia di Vicenza che ogni anno riserva un fondo per contribuire alla loro realizzazione e progettazione.

Nel 2023 la Provincia ha assegnato ai Comuni 2.114.793 euro tra piste da realizzare e da progettare.

Quasi 2 milioni di euro (1.974.414 euro per la precisione) finanziano 9 interventi in altrettanti comuni. Il più corposo è di certo il percorso ciclabile tra i comuni di Quinto Vicentino, Bolzano Vicentino, Bressanvido, Pozzoleone. C’è poi Chiampo, Isola Vicentina per un tratto della Vicenza-Schio, la passerella sulla pista ciclabile del Guà a Lonigo, l’itinerario 7 a Montebello, il collegamento tra la Val Liona e Sossano nel tratto di Val Liona.

Ammonta a 140.000 euro il fondo che la Provincia ha destinato a progettazioni di piste ciclabili in altri 7 comuni vicentini. Un fondo strategico, perché grazie alle progettazioni i Comuni potranno accedere a bandi regionali, nazionali ed europei.

Sono fondi mirati ad uno sviluppo strategico della viabilità ciclabile nel vicentino -sottolinea il presidente della Provincia di Vicenza Andrea Nardin– contributi che finanziano tratti di percorsi che rientrano nel “Piano provinciale della rete degli itinerari ciclabili”. Se vogliamo che la bicicletta sia davvero un’alternativa alla macchina, dobbiamo far sì che i percorsi ciclabili siano interconnessi tra loro, in una logica che non può essere comunale, ma che si deve sviluppare in maniera razionale su tutto il territorio provinciale e, nondimeno, sovraprovinciale, visto che il vicentino è zona di transito di alcuni tra i principali itinerari cicloturistici a livello nazionale .”

Il Piano provinciale della rete degli itinerari ciclabili (dettagli al link: https://www.provincia.vicenza.it/ente/la-struttura-della-provincia/servizi/ciclabilita ) rappresenta quindi un documento strategico, la base per far crescere l’offerta di percorsi ciclabili nel territorio provinciale che ad oggi conta oltre 2.500 km.

“Per far ciò -sottolinea il consigliere provinciale con delega alle piste ciclabili Moreno Marsetti– è necessario che il Piano sia costantemente aggiornato. Per questo abbiamo invitato a inviare osservazioni e richieste non solo i Comuni vicentini, ma tutti gli stakeholder del territorio, dai gestori delle strade alle unioni montane passando dalle strutture sovracomunali che si occupano di sviluppo del territorio, come le Ipa e le Ogd. E’ fondamentale che il Piano provinciale sia uno strumento di programmazione condiviso e utilizzato da tutti. Rimane inteso, naturalmente, che la Provincia eroga contributi solamente alle piste ciclabili previste nel Piano.”

Il Piano provinciale della rete degli itinerari ciclabili è suddiviso in due distinte sezioni, una di identificazione della rete nel suo complesso e una di carattere più propriamente descrittivo di 14 itinerari (quasi 500 km di percorsi già realizzati) che sono stati ritenuti strategici nell’ambito della rete provinciale e che vengono descritti sia a livello cartografico che in apposite schede raggruppate in un unico fascicolo contenente anche documentazione fotografica.

Il piano è stato predisposto con la collaborazione della Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB).

UNICEF Italia e FIAB, l’accordo per la mobilità attiva e la salute di bambini e adolescenti

Oggi, 4 dicembre, è stato firmato da UNICEF Italia e da FIAB-Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta l’accordo di collaborazione per promuovere i diritti dell’infanzia legati al tema della salute e della sostenibilità ambientale.

In Italia, infatti, per molti bambini e ragazzi il diritto alla mobilità attiva è limitato a causa di stili di vita tanto consolidati quanto nocivi. Questo diritto è alla base della loro salute attuale e da futuri adulti. UNICEF Italia e FIAB si impegnano quindi a realizzare e implementare attività e iniziative per restituire alle persone più giovani questo fondamentale diritto, a cominciare dalla mobilità attiva a piedi e in bicicletta nei percorsi casa-scuola.

L’utilizzo eccessivo dell’auto privata è uno dei fattori che contribuiscono all’allarmante fenomeno del sovrappeso e dell’obesità minorile, estremamente grave nel nostro Paese, e al contempo è una delle principali fonti di inquinamento atmosferico, con elevatissime concentrazioni proprio presso le scuole, sia di grandi che piccole città, dove quotidianamente si formano ingorghi di auto negli orari di ingresso e uscita.

UNICEF Italia e FIAB, insieme per diffondere buone pratiche

UNICEF e FIAB mettono poi l’accento sull’importanza di promuovere presso le bambine e i bambini la conoscenza dei mezzi di mobilità sostenibile attiva, in particolare l’utilizzo della bicicletta, sia come strumento di gioco e di emancipazione, sia quale mezzo capace di garantire inclusione e pari opportunità sociali, economiche e di mobilità individuale.

Per questo il primo atto comune sarà la pubblicazione di un pratico manuale di Bicibus e Pedibus, per realizzare percorsi casa-scuola sicuri e divertenti.

La collaborazione rientra nel più ampio programma Sport for Development dell’UNICEF Italia, che ha l’obiettivo di sensibilizzare bambini, giovani e famiglie sui temi del cambiamento climatico e della sostenibilità ambientale attraverso l’attività motoria.

Legge di bilancio: una piccola vittoria dopo le proteste. Salvati 10 milioni di euro dei 94 destinati alla ciclabilità

Dopo le proteste delle ultime settimane arriva un segnale dal governo, parziale ma comunque significativo. Si tratta del nuovo “Fondo per lo sviluppo di ciclovie urbane intermodali”, istituito da un emendamento a prima firma di Sergio Costa, ex ministro dell’Ambiente e attuale vicepresidente della Camera dei Deputati. La legge di bilancio 2023, dopo aver depennato 94 milioni di euro per la ciclabilità, inserisce quindi un piccolo fondo di 10 milioni di euro per le ciclabili urbane.

Tutto questo grazie alle voci del mondo della bicicletta che si sono unite e fatte sentire in maniera compatta. Il coro ha rivolto una richiesta chiara al governo: il ripristino dei fondi tagliati nella legge di bilancio per promuovere la mobilità attiva, la tutela dell’ambiente, la sicurezza stradale. Il messaggio ha attraversato piazze e strade con manifestazioni e pedalate, è arrivato all’interno delle amministrazioni comunali di molte città ed è stato rilanciato dai media, per fare capolino a Roma il 13 dicembre con il presidio davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il ruolo di coordinamento assunto delle associazioni, tra cui FIAB, è stato fondamentale sia a livello politico, nel confronto con i parlamentari, sia con i media, per dare rilievo e autorevolezza alla richiesta. Questa risposta del governo, anche se parziale, mette in evidenza che la ciclabilità è un tema cruciale e non può più essere trascurato.

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO QUI.

Evento formativo 2 dicembre “Il Piano Generale della Mobilità Ciclistica” – Disponibili le registrazioni

Il Piano Generale della Mobilità Ciclistica è stati al centro della formazione di venerdì 2 dicembre programmata via zoom, che ha visto un’ampia partecipazione di amministratori, tecnici e cittadini interessati alle novità contenutenel piano.

Il Piano, approvato nei mesi scorsi, costituisce una pietra miliare nel percorso per rendere l’Italia un paese ciclabile, sia sul fronte urbano sia su quello cicloturistico. Si tratta di un traguardo importante raggiunto anche grazie all’impegno della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta.

Durante l’incontro sono stati approfonditi i contenuti del testo grazie all’intervento di molte persone che hanno contribuito a redigerlo.

Alessandro Tursi, Presidente FIAB, ha moderato l’incontro che ha visto la partecipazione di:

  • Paolo Gandolfi, architetto – Direttore Area Sviluppo territoriale del Comune di Reggio Emilia
  • Andrea Colombo, avvocarto – esperto di mobilità sostenibile, sicurezza stradale e spazio pubblico
  • Raffaele Di Marcello, architetto – Responsabile Centro Studi FIAB
  • Valerio Montieri, architetto – componente Centro Studi FIAB
  • Antonio Dalla Venezia, presidente e coordinatore del Comitato tecnico scientifico Bicitalia FIA

Sulla pagina “scuola di ComuniCiclabili” sono disponibili le registrazioni dei singoli interventi e dell’intero evento.

Giorni complicati per la mobilità ciclistica; proviamo a fare chiarezza insieme

Nella newsletter dell’8 dicembre ripercorriamo quanto accaduto in queste settimane per rimarcare l’impegno portato avanti da FIAB e descrivere il percorso che porta alla manifestazione “Basta morti instrada e basta morti in bici”, fissata per il 13 dicembre a Roma davanti al Ministero dei Traporti.

Sono giorni in cui il confronto tra FIAB e le altre organizzazioni che si occupano di mobilità sostenibile è fitto. Così come lo è il dialogo con le amministrazioni, i rappresentanti politici e i media, per dare segnali forti e chiedere un cambio di passo per la ciclabilità. In questo panorama non è semplice orientarsi anche dal punto di vista delle informazioni e della comunicazione.

Cosa è successo nelle ultime settimane?

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Legge di Bilancio: azzerati i fondi per le ciclabili urbane. Le associazioni: «Scippo a cittadini e Comuni»

A partire dal primo gennaio 2023 il bilancio dello Stato non avrà più un euro per le ciclabili urbane. Il testo della Legge di Bilancio, “bollinato” dalla Ragioneria Generale dello Stato, è arrivato alla Camera dei Deputati, e nella nota integrativa del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti è purtroppo stato subito notato il taglio totale dei fondi residui. Ma parliamo di cifre per capire quanto cittadini e Comuni perderanno in termini di investimenti sulle ciclabili urbane. Si tratta di 94 milioni di euro per gli anni 2023 e 2024, che erano rimasti nel Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane e non ancora assegnati. Il fondo era stato istituito dalla legge di bilancio 160/2019 (art. 1 comma 47).

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È tempo di un Italia più ciclabile, ecco il dossier redatto anche da Fiab. Firma la petizione

L’Italia investe nell’auto quasi 100 volte più che nella bici: 98 miliardi di euro per il settore automotive e le infrastrutture stradali contro poco più di un miliardo per bonus bici e ciclabili urbane ed extraurbane. Questo senza contare riduzione delle accise e altri sussidi ambientalmente dannosi

Il risultato è che l’Italia, sul piano della ciclabilità, è il fanalino di coda del contesto europeo: le città italiane hanno una media, secondo i dati Istat, di 2,8 km di ciclabili per diecimila abitanti, con grandi disparità territoriali, da zero km in molti capoluoghi del Centro-Sud ai 12-15 km di Modena, Ferrara, Reggio Emilia, considerando i chilometri medi, superiori, di Helsinki (20 km/10.000 abitanti), Amsterdam (14 km/10.000 abitanti) o Copenaghen (8 km/10.000 abitanti).

L’Italia, con l’Unione Europea, si è impegnata a ridurre le proprie emissioni climalteranti del 55% entro il 2030. Per farlo è essenziale decarbonizzare rapidamente il settore dei trasporti, che è oggi causa di quasi un terzo delle nostre emissioni di CO2, ma senza rendere le nostre città davvero ciclabili riuscirci sarà molto più difficile.

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