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Pesaro, Comune Ciclabile 5 bike smile, ospita l’Assemblea Nazionale FIAB

Pesaro, Comune Ciclabile 5 bike smile, ospita l’Assemblea Nazionale di FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta

Nel ricco programma della tre giorni: i primi momenti di condivisione tra i rappresentanti dei 69 Comuni Ciclabili d’Italia con sopralluogo alla nota Bicipolitana di Pesaro; il convegno pubblico sul tema “I capoluoghi ciclabili: ricette diverse a confronto”; l’assegnazione dei riconoscimenti per la 20^ edizione del Premio Nazionale FIAB “Amico della Bicicletta” e la pedalata conclusiva fino a Fano.

Leggi l’articolo completo qui

La ciclabilità? Un indicatore di qualità della vita.

di Raffaele Di Marcello

È appena stata pubblicata l’ultima edizione dell’indice universalmente riconosciuto per la qualità della vita, elaborato da Mercer, società di consulenza per diverse aziende. E, ancora una volta, in cima alla lista, ci sono molte città che amano le biciclette.

Valutare la vivibilità complessiva di una città non è un compito facile, poiché i fattori che contribuiscono a una “buona vita” sono così numerosi e così diversi.

Mercer è attualmente il principale fornitore di dati sulla qualità della vita per i dipendenti inviati a lavorare all’estero, e la sua classifica sulla qualità della vita è una preziosa (e apprezzata) pubblicazione. Il clima, la facilità di comunicazione e la lontananza fisica influenzano il successo di un incarico all’estero e le buone condizioni di mobilità sono sempre fondamentali per una vita di buona qualità.

Non sorprende constatare che la Top 10 delle città più vivibili al mondo presenta diversi membri della rete Città e regioni per ciclisti (CRfC) e ospiti di Velo-city. Chiaramente, il grado di ciclabilità fa la differenza quando si sceglie il posto migliore in cui vivere!

Di seguito l’elenco delle prime dieci città della classifica Mercer:

  • Vienna (AT), membro di CRfC e ospite dell’edizione di Velo-city del  2013
  • Zürich (CH)
  • Auckland (NZ)
  • Munich (DE), membro di CRfC
  • Vancouver (CA), ospite dell’edizione di Velo-city del 2012
  • Düsseldorf (DE)
  • Frankfurt (DE)
  • Geneva (CH)
  • Copenhagen (DK), membro di CRfC e ospite dell’edizione di Velo-city del 2010
  • Basel (CH), membro di CRfC

Questo dimostra chiaramente che le città che investono nella ciclabilità e fanno della mobilità attiva una priorità nella designazione dello spazio pubblico sono luoghi molto attraenti per vivere e lavorare a causa dell’alta qualità della vita che offrono.Nella classifica le uniche due città italiane sono Milano, al 42° posto, seguita da Roma al 57°, città dove siamo ancora lontani dai livelli di ciclabilità delle prime dieci.

Pubblicato Albergabici 2018: scopri l’Italia in bici con noi

Pubblicato nel sito Albergabici.it il nuovo opuscolo di Albergabici 2018/2019 dal titolo “Scopri l’Italia in bicicletta”. Nel catalogo trovate immagini, informazioni e servizi di 308 strutture in tutte le regioni italiane che offrono un riparo per la propria bicicletta per la notte, accettano anche per una sola i cicloviaggiatori e forniscono una abbondante colazione.

Il titolo è cambiato perché il libretto di 74 pagine non è più solo un semplice catalogo di alberghi, agriturismi e B&B in cui è facile e bello arrivare e soggiornare con la propria bicicletta, ma è diventato uno strumento per la diffusione del cicloturismo in tutta Italia. Nelle prime pagine troviamo degli articoli dedicati a FIAB, a Bicitalia, al progetto Comuni Ciclabili. Nelle pagine finali si parla della legge quadro, dell’accordo di Albergabici con Trenitalia e un utile vademecum per gli operatori economici su come far crescere il cicloturismo nei propri territori.

Le innovazioni non finiscono qui. Prima di ogni regione o gruppo di regioni nell’opuscolo si trovano una decina di schede sui percorsi e ciclovie di qualità inserite nel sito www.bicitalia.org. Un altro elemento che promuove l’uso della bicicletta per fare turismo sano e pulito in Italia.

Infine un’altra novità che siamo convinti possa contribuire ad aumentare l’uso degli Albergabici da parte di soci e ciclisti. Grazie alla collaborazione con la casa editrice Ediciclo premiamo con un e-book a scelta tutti coloro che soggiornano durante l’anno in almeno 6 albergabici diversi. L’ultima pagina dell’opuscolo ha uno spazio con il regolamento e con gli spazi per la raccolta dei timbri.

Il fascicolo arriverà nelle case dei soci con il prossimo numero della rivista BC. Lo si può sfogliare in anteprima da qui. Oltre all’opuscolo non dimentichiamoci che nel sito www.albergabici.it sono centinaia in più le strutture ricettive elencate e filtrabili geograficamente o per servizi forniti.

Dopo essere stati ospiti e fatto timbrare la pagina con le credenziali, tornate nel sito e lasciate un commento nella pagina dell’albergo che vi ha accolto. La vostra opinione ed esperienza è importante per tutti gli altri ciclisti che navigano nel sito alla ricerca dell’albergo ideale.

Per informazioni: albergabici@fiab-onlus.it, info@albergabici.it.

Dicono di noi!!!

Chiusa l’edizione 2018, in estate si aprono i termini per le valutazioni 2019 e per i nuovi ingressi nella rete ComuniCiclabili FIAB.

Di seguito rassegna stampa (non esaustiva, visto il grande numero di articoli pubblicati) sull’evento:

Bologna città ciclabile

Il 21 marzo conosceremo tutti i ComuniCiclabili edizione 2018.

Intanto, sulla stampa, trapela qualche indiscrezione.

11/03/2018

www.lanazione.it/grosseto/cronaca/castiglione-pescaia-bandiera-gialla-bici

05/03/2018

http://www.cernuscoinsieme.it

03/03/2018

http://messaggeroveneto.gelocal.it

www.ilpescara.it/green/mobilita/fiab-bandiera-gialla-montesilvano.html

www.askanews.it

www.pescaranews.net

02/03/2018

ComuniCiclabili: premiato Castelnuovo Cilento

01/03/2018

Ortona con i primi due tratti di ciclopedonale conquista l’attestato di ComuniCiclabili FIAB

11/02/2018

I Edizione dei “Comuni Ciclabili”: candidato anche il Cilento

Prorogata al 10 febbraio la scadenza per l’adesione all’edizione 2018 dei ComuniCiclabili FIAB. Oltre tale data ci si potrà candidare per l’edizione 2019.

Diventare Comune Ciclabile è sempre possibile… basta volerlo!!!

01/02/2018

https://initalia.virgilio.it/banidera-gialla-per-le-bici-in-citta-ecco-i-comuni-piu-virtuosi-ditalia

 

31/01/2018

Comuni su due ruote

30/01/2018

 

www.ilpescara.it/green/mobilita/montesilvano-comune-ciclabile.html

 

Roseto, comuni ciclabili: il sindaco Di Girolamo incontra il vicepresidente nazionale

24/01/2018

www.ilcentro.it

12/01/2018

www.greenme.it

 

Scade il 30 gennaio il termine ultimo per l’adesione alla rete per il 2018 ed essere inseriti nella guida. Dopo tale data si accetteranno candidature per l’edizione 2019.

10/01/2018

www.adnkronos.com

www.greenplanner.it

metropolitanweb.it

abruzzonews.eu

www.italiaambiente.it

www.ferpress.it

09/01/2018

www.lifegate.it

ComuniCiclabili continua. Per il 2018 si può ancora aderire.

29/11/2017

www.ecodimilanoeprovincia.it

28/11/2017

www.isoradio.rai.it

27/11/2017

www.cagliariciclabile.it

22/11/2017

Comuni Ciclabili, ecco la bandiera gialla della Fiab

A Soverato assegnata la “Bandiera gialla” della ciclabilità italiana

Altri Comuni si aggiungono al network ComuniCiclabili FIAB. Consegna delle bandiere e degli attestati l’8 novembre, presso la Velostazione di Rimini.

14/11/2017

www.ami.fe.it

fiabbassano.it

www.unionesarda.it

www.tuttobicitech.it

ilpiccolo.gelocal.it

Comuni Ciclabili: sono 30 le ‘bandiere gialle’ della ciclabilità italiana

13/11/2017

Comuni ciclabili: assegnate da Fiab 16 nuove bandiere gialle della ciclabilità italiana

www.touringclub.it

COMUNI CICLABILI: 16 nuove bandiere gialle

10/11/2017

BANDIERA GIALLA PER TORTORETO, GIULIANOVA E PINETO

Follonica riceve da FIAB la Bandiera Gialla dei comuni ciclabili

www.verbanianotizie.it

 

09/11/2017

www.spaziosociale.it

www.greencity.it

www.verbanonews.it

www.corriereadriatico.it

www.picenotime.it

www.pu24.it

www.fiab-onlus.it

www.cesenanotizie.net

coordinamentocivicogrado

Consegnata a Pesaro la BandieraGialla Fiab per i “Comuni ciclabili”

www.corrierecesenate.it

08/11/2017

Anche Tortoreto e Francavilla al Mare tra i Comuni Ciclabili FIAB

www.romagnagazzette.com

www.cesenatoday.it

Locorotondo: ritirata questa mattina la bandiera gialla di comune ciclabile

www.primarete.it

www.viveresenigallia.it

www.viverepesaro.it

Rimini comune ciclabile 2018: premio all’assessore Roberta Frisoni

www.altarimini.it

Cresce la ciclabilità urbana in Italia, buon segno

03/11/2017

www.sempionenews.it

02/11/2017

agoraloco.blogspot.it

 

Iniziamo con la consegna delle prime bandiere e dei bike smile.

Ecco una rassegna stampa sull’argomento.

08.10.2017

www.fiab-onlus.it

01.10.2017

www.ilfriuli.it

26.09.2017

C’è Urbana tra i “Comuni ciclabili” della penisola

www.comune.sulbiate.mb.it

24.09.2017

messaggeroveneto.gelocal.it

21.09.2017
www.parmatoday.it

20.09.2017
www.cronacacomune.it

www.gazzettadellemilia.it

Parma fra i “Comuni Ciclabili 2018”: una città a misura di bicicletta

19.09.2017
www.cronacacomune.it

18.09.2017
fanoinforma.it

www.abruzzoweb.it

www.themalinformazione.it

16.09.2017
www.la-notizia.net

15.09.2017
www.lautomobile.aci.it

Fiab consegna le prime bandiere gialli ai Comuni Ciclabili

Comuni, Piste Ciclabili, assegnate le prime 15 bandiere gialle anche a tre Comuni abruzzesi della fascia litoranea: Giulianova, Pineto e Pescara.

14.09.2017
www.vaquelpaese.com

 

Il lancio dell’iniziativa “Comuni ciclabili” ha avuto una vasta eco mediatica con numerosi giornali e siti di informazione che hanno rilanciato il comunicato stampa, spesso contestualizzandolo in un discorso più ampio relativo alla mobilità sostenibile.

Di seguito un elenco di siti che parlano dell’iniziativa; ci scusiamo da subito se ne abbiamo dimenticato qualcuno e vi invitiamo a segnalarci eventuali dimenticanze.

Ed ora si inizia a pedalare!!!

www.repubblica.it

12alle12.it

www.trasporti-italia.com

www.travelnostop.com

www.cityrumors.it

turismoitalianews.it

Metro

Leggo

Today

www.stradeeautostrade.it

www.greenews.info

www.gdc.ancitel.it

www.casaeclima.com

www.greenplanner.it

www.expartibus.it

www.primapress.it

www.regione.vda.it

www.alternativasostenibile.it

www.solonews.eu

www.mondointasca.org

www.ecodallecitta.it

www.ferpress.it

 

Comuni Ciclabili: sono 30 le ‘bandiere gialle’ della ciclabilità italiana

Bicicletta, Italia ed obiettivi di sviluppo sostenibile

Pubblicato un documento predisposto dal Ministero dell’Ambiente per fare luce sul posizionamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.

“Agenda 2030 – Il posizionamento italiano”, questo il titolo del documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente per analizzare la situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Questo documento, come si legge nella nota pubblicata dal Ministero guidato da Gian Luca Galletti, costituisce la prima tappa per la predisposizione, nei prossimi mesi, della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, la cui competenza è affidata al dicastero dell’Ambiente.

Il Posizionamento offre una descrizione della situazione italiana di ciascuno dei 17 Obiettivi e 169 sotto-obiettivi ottenuta utilizzando una selezione degli indicatori nazionali potenzialmente più prossimi a quelli elaborati dall’Inter-Agency and Expert Group on Sustainable Development Goals Indicators (IAEG-SDGs).

I risultati della valutazione sono sintetizzati anche tramite la nomenclatura “a semaforo”, già utilizzata nel rapporto “The European Environment – State and Outlook 2015”, a cura dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, che consente di farsi un’idea rapida del punto in cui si trova l’Italia e della direzione verso la quale ci si muove.

Nel documento sul “Posizionamento” è possibile consultare anche le proposte emerse nel corso del processo di consultazione con gli stakeholderistituzionali, scientifici e della società civile, che ha visto coinvolte diverse centinaia di soggetti tra il giugno e il dicembre 2016.

Dal rapporto emerge che, al momento , di strada ne rimane ancora molta da fare. «Bisogna tenere distinta l’importanza del documento, prezioso tassello per l’elaborazione della Strategia nazionale, dai risultati, scarsi, che vi sono riportati. Il quadro che emerge è infatti grigio – osservano dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile – per molti degli SDGs la posizione italiana è tutt’altro che sulla via di sviluppo sostenibile». Solo 3 obiettivi su 17 «si collocano su un punteggio corrispondente ad un buon trend: si tratta dell’obiettivo 2 (Lotta alla fame), obiettivo 5 (Parità di genere) e obiettivo 6 (Acqua)». I tre risultati peggiori riguardano invece l’obiettivo 8 (Buona occupazione), l’11 (Città e comunità sostenibili) e il 15 (Flora e fauna terrestre). Complessivamente, gran parte degli Obiettivi ha ottenuto «una posizione che varia fra una massima distanza, con un peggioramento delle condizioni per il raggiungimento dell’Obiettivo al 2030 ed una tendenza non omogenea e di difficile previsione».

E, visto che l’incremento dell’utilizzo della bicicletta, come sottolineato dall’ECF, aiuta al raggiungimento di 11 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, non resta che augurarci che l’Italia continui nell’incentivo di politiche a favore della mobilità ciclistica e del turismo in bicicletta, approvando le leggi attualmente ferme in parlamento, e stanziando risorse per lo sviluppo della ciclabilità.

di Raffaele Di Marcello

Orrori ciclabili. Quando il progettista non sa quello che fa.

In questi anni si assiste ad un fiorire di iniziative per favorire la ciclabilità, dai provvedimenti legislativi – con relativi finanziamenti – alla realizzazione di piste ciclabili in ogni dove. E, come sempre accade, quando arrivano i soldi, nascono anche, come funghi dopo una pioggia di agosto, i pseudo-esperti.

Tecnici che, fino al giorno prima non sapevano neanche cosa fosse una bicicletta, si improvvisano esperti di mobilità ciclistica e di percorsi ciclabili, accaparrandosi anche incarichi ,con risultati, spesso disastrosi.

E così vediamo la pista ciclabile con abbinato il passaggio pedonale e lo stop, che costringe il povero ciclista a fermarsi, comunque, in prossimità di ogni attraversamento, oppure la segnaletica orizzontale di colore blu (giusto per distinguere il percorso), o ancora piste con curve a 90° o interrotte in prossimità di passi carrai e ancora con inizio nel nulla e fine nel niente.

Errori madornali dovuti anche ad una normativa carente e, spesso, inefficace. Ma le regole che esistono dovrebbero essere, quantomeno, applicate!!! Parliamo del Codice della Strada e del relativo Regolamento di Attuazione, ma soprattutto del Decreto Ministeriale N. 557 del 30/11/1999 che riporta il “Regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”, regolamento che definisce caratteristiche, dimensioni, pendenze e raggi di curvatura, delle piste ciclabili, piste che, va ricordato, fanno parte della confusa definizione di strada di categoria Fbis –  Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell’utenza debole della strada.

Purtroppo, spesso, la pista ciclabile, è vista come un luogo dove il ciclista occasionale va a spasso, privandola della dignità di infrastruttura per la mobilità vera e propria, infrastruttura che va pianificata, e progettata, con tutti i crismi di legge e con la buona regola d’arte che dovrebbe essere patrimonio di ogni progettista.

Ma, si sa, l’esperto dell’ultima ora ne inventa una ogni momento, per potersi definire più bravo degli altri, e magari si vanta del fatto di uscire in bici, con gli amici, ogni domenica (e quindi di bicicletta ne capisce) e così vediamo nascere, sempre più, percorsi ciclabili dove il ciclista ha paura di avventurarsi, con utilità quasi nulla e, anzi, controproducenti per lo sviluppo della mobilità ciclistica, in quanto alimentano la sensazione di “inutilità” di tali opere.

Che fare? Forse occorre, da subito, all’interno delle università e degli Ordini Professionali, iniziare a formare i tecnici sulle buone pratiche, e sulle regole, della mobilità ciclistica. Perchè non è di esperti che abbiamo bisogno, ma di professionisti preparati.

 di Raffaele Di Marcello

Incentivazione chilometrica del Bike To Work. Istruzioni per l’uso.

Sono molte le domande che un’Amministrazione può porsi nel momento in cui decide di dare il via ad un progetto di incentivazione del Bike to work.

L’Avv. Jacopo Michi, dell’ufficio legale FIAB, avendo collaborato con il Dott. Canessa, Segretario del Comune di Massarosa, alla redazione del primo bando sperimentale, fornisce alcune brevi indicazioni (strutturate nella forma di FAQ – Frequently Asked Questions), che possono aiutare Amministrazioni ed aziende ad elaborare analoghi strumenti di incentivazione della mobilità ciclistica.

Ovviamente, saranno sempre possibili correttivi e miglioramenti, anche tenendo conto delle peculiarità locali e degli obiettivi concretamente perseguiti dalle Amministrazioni.

Mario Andreozzi, di FIAB Versilia BiciAmici, ha predisposto invece breve scheda che mette in evidenza le varie fasi del progetto “Bike to Work – incentivo chilometrico. Il Modello Massarosa”

FIAB, tramite i suoi tecnici, è pronta a fornire la propria consulenza a tutti quei soggetti – pubblici e privati – che fossero intenzionati ad attivare progetti di incentivazione del “bike to work” in qualsiasi forma attuati.

Download del manuale di Jacopo Michi: Incentivazione chilometrica del Bike To Work. Istruzioni per l’uso

Download della scheda di Mario Andreozzi: Bike to Work – incentivo chilometrico. Il Modello Massarosa

Rimborsi chilometrici: dove in Europa si punta sul bike to work?

Cresce il numero di paesi in Europa che incentivano il bike to work coi cosiddetti rimborsi chilometrici. Un manciata di euro, a seconda delle distanze  pedalate: in Belgio, ad esempio, sono 0,23 i centesimi che i lavoratori in bicicletta guadagnano ogni mille metri. Un bottino che ingrossa le tasche oramai del 9% della forza lavoro di tutto il paese. Oltre 400mila i belgi, secondo quanto riporta ECF, che usufruiscono di questi incentivi economici.

Ma l’Europa del rimborso ciclabile al bike to work non è fatta soltanto di esempi virtuosi. A ostacolare infatti la diffusione della mobilità dolce negli spostamenti quotidiani casa-lavoro non compare soltanto l’abitudine all’auto dei cittadini. Secondo i calcoli della Commissione Europea l’utilizzo dell’auto aziendale, in termini di incentivi all’acquisto da parte delle imprese, costerebbe 4,1 miliardi di euro l’anno. Per molto meno il Belgio ha ottenuto un cambiamento d’abitudine di quasi il 10% dei lavoratori, incentivandoli col rimborso chilometrico: 93 milioni di euro il costo sul bilancio.

Su binari analoghi a favore del bike to work si è mosso anche il Lussemburgo, dove la recente riforma fiscale ha inserito la possibilità di agevolazioni con l’acquisto di due ruote, sia tradizionali che elettriche. 300 euro la somma che i lavoratori del Granducato potranno dedurre, mentre alle imprese sarà possibile fornire ai propri dipendenti una bicicletta sia per uso personale che per mansioni lavorative.

Ultima arrivata nel 2015, la Francia ha già dato la possibilità alle aziende private di rimborsare i lavoratori per ogni chilometro pedalato. Ancora  allo studio invece il decreto che amplierebbe la platea ai dipendenti pubblici. Unico limite, che renderebbe l’incentivo economico meno appetibile rispetto ai colleghi belgi, rimane il tetto annuo fissato a 200 euro per il rimborso. Una cifra contro cui si stanno già battendo le associazioni bike friendly d’Oltralpe. Diverso ancora il contesto italiano, dove a muoversi non è la politica nazionale, bensì i singoli comuni. Progetti come quello toscano di Massarosa, il primo a metterlo in pratica nel 2015, hanno presto preso piedi sotto diversi campanili.

Comitato europeo delle regioni: per la mobilità dolce serve cambiamento di paradigma

Il Comitato europeo delle regioni, che riunisce i rappresentanti regionali e locali dell’Unione Europea, torna a far sentire la sua voce sulla mobilità ciclistica. E lo fa con un parere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue il 21 marzo scorso, dove si fa riferimento alla tabella di marciadegli ormai ex Ventotto in tema di mobilità ciclistica.

Dal testo consultabile sulla Gazzetta Ufficiale il Comitato europeo delle regioni raccomanda “un cambiamento di paradigma” nelle politiche dei trasporti e con esso una “nuova gerarchia della mobilità sostenibile“. Una gerarchia che in altre parole dia più sicurezza e renda più convenienti gli “spostamenti attivi“; il parere insiste poi sulla “promozione del trasporto pubblico“, sul car sharing e sulla condivisione della vettura, ad esempio, fra colleghi di lavoro.

Stando dunque al documento redatto dal Comitato europeo delle regioni, l’utilizzo dell’automobile andrebbe ridimensionato, dando priorità “al flusso di traffico per gli utilizzatori di trasporti attivi“. Spazio anche all’intermodalità: il parere del Comitato evidenzia “la necessità di promuovere, all’interno degli strumenti di programmazione territoriale, il miglioramento dell’accessibilità pedonale e ciclabile alle fermate del trasporto pubblico“.

Nel parere del Comitato un paragrafo importante è dedicato anche ai finanziamenti, rilevando che “esistono solidi riscontri accademici secondo i quali il rapporto benefici-costi degli investimenti in infrastrutture ciclabili sarebbe pari ad almeno 5 a 1“. Proporzioni che dovrebbero invitare i Ministri dei Trasporti degli Stati membri ad adottare un documento strategico sulla ciclabilità a livello comunitario. Sul capitolo corrieri in bicicletta e sistemi di trasporto intelligenti il Comitato chiede infine che “i prossimi orientamenti della CE in materia di logistica urbana riconoscano che esistono enormi potenzialità” in questo settore.

Raffaele Di Marcello

Ciclovie come opere strategiche: il lavoro di Fiab premiato nel documento del MIT

Grandi sorprese nell’uovo di Pasqua per la ciclabilità nazionale. Con il Documento Economia e Finanza 2017 è stato infatti approvato l’Allegato su proposta del ministro del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dal titolo Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali, nel quale si individuano le priorità infrastrutturali da qui al 2030.

Fra i paragrafi del documento del MIT, comprese nel sistema nazionale integrato dei trasporti (SNIT), insieme alle strade di grandi comunicazione, ferrovie, porti, interporti e aeroporti, anche le ciclovie, alle quali viene data pari dignità strategica. Tra le rotte privilegiate a livello nazionale quelle segnate dai tracciati EuroVelo e da altri itinerari di interesse nazionale.

Il documento “Connettere l’Italia”, pur con reti EuroVelo e Bicitalia non aggiornate, riconosce altre ciclovie oltre alle quattro già finanziate nella Legge di Bilancio 2016. Nell’elenco compaiono la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la ciclovia del Sole, VenTo e Grab; si prosegue con l’anello ciclabile del Lago di Garda e le ciclovie Sarda, Magna Grecia (tra Puglia, Basilicata e Calabria), Tirrenica (quella della prossima edizione Bicistaffetta), l’Adriatica (quella della scorsa) e la Trieste-Venezia.

Un riconoscimento e un’attenzione al mondo della mobilità sostenibile dal parte del MIT che soddisfano Fiab. La Federazione che lo scorso 29 marzo ha incontrato a Roma, presso il ministero, il Gruppo di Lavoro interministeriale incaricato di definire criteri di progettazione e standard per le ciclovie già finanziate. Occasione che è servita anche a ribadire i contenuti del dossier consegnato da Fiab al Ministero dell’Ambiente sulla “promozione della rete ciclabile nazionale” nel 2014.

Durante l’incontro tra Fiab e il Gruppo di Lavoro interministeriale è stato infine consegnato l’aggiornamento della rete Bicitalia. Tre i nuovi itinerari: BI 19 ciclovia Tirrenica, che correrebbe da Ventimiglia a Latina, comprensiva delle ciclovie della Sardegna (come da proposta alla Regione da parte del CIREM dell’Università di Cagliari e della Fiab); BI 20 ciclovia medio padana, che collegherebbe Susa a Trieste, coinvolgendo la futura ciclabile lungo il Canale Cavour in Piemonte; BI 21 ciclovia TIBUR, unendo Pescara a Roma passando per Sulmona e Tivoli.

Raffaele Di Marcello