Archivio per Categoria Novità

Prorogato al 10 febbraio l’ultimo appello per l’edizione 2018

Prorogata al 10 febbraio 2018, su richiesta di numerose amministrazioni, la scadenza per l’invio delle domante (originariamente prevista per il 30 gennaio) da parte delle amministrazioni locali che vogliono aderire alla prima edizione di Comuni ciclabili 2018, il riconoscimento voluto da Fiab-Federazione Italiana Amici della Bicicletta per premiare gli sforzi di quei Comuni che mettono in pratica concrete politiche per la mobilità in bicicletta.

Lanciata lo scorso settembre, l’iniziativa Comuni ciclabili ha già assegnato 30 bandiere della ciclabilità italiana ad altrettante località a cui, sulla base di diversi parametri di valutazione, è stato attribuito un punteggio da 1 a 5, ben visibile con l’apposizione di altrettanti bike-smile nella bandiera gialla Comuni Ciclabili 2018.

I Comuni che ambiscono a ricevere il riconoscimento devono possedere almeno due requisiti tra quelli richiesti nella candidatura: uno nell’area infrastrutture urbane (‘ciclabili urbane’ e/o ‘moderazione traffico e velocità’) e uno in almeno una delle altre tre aree di valutazione (‘cicloturismo’, ‘governance’ e ‘comunicazione promozione’).

Obiettivo del progetto Fiab è valorizzare ogni tipo di impegno verso lo sviluppo di una mobilità più sostenibile per le persone e l’ambiente e, soprattutto, incentivare la scelta della bicicletta come mezzo di trasporto in ogni ambito, dagli spostamenti quotidiani fino alle vacanze. In questa ottica si inseriscono le nuove iniziative di Comuni ciclabili per il 2018 a partire dalle ‘pagelle’ on line dei #comuniciclabili (www.comuniciclabili.it/comuniciclabili2018/).

“L’idea di fondo – spiega Alessandro Tursi, vicepresidente Fiab e responsabile del progetto – è quella di creare una vera e propria comunità italiana dei Comuni Ciclabili, riconoscibili verso l’esterno ma soprattutto attivi tra loro per momenti di confronto e di scambio di esperienze e best practice in tema di mobilità ciclistica”.

Il primo workshop per la condivisione delle buone pratiche sarà organizzato da Fiab a marzo, in occasione della consegna delle nuove bandiere gialle ai Comuni ciclabili 2018 che avranno dato la loro adesione entro fine gennaio. Sempre entro marzo sarà presentata e pubblicata on line la Guida italiana dei Comuni ciclabili 2018: uno strumento di visibilità verso cittadini e turisti per i territori “amici della bicicletta”.

Quali sono i ComuniCiclabili 2018?

13 Feb 2018 – Chiuse le iscrizioni per l’anno 2018 – Circa 40 nuove adesioni al vaglio del gruppo di lavoro di ComuniCiclabili

Sono circa 40 le nuove adesioni di comuni che aspirano ad entrare nel network di ComuniCiclabili FIAB, conquistando la  bandiera della ciclabilità italiana.

Il riconoscimento FIAB COMUNE CICLABILE attribuisce alle località un punteggio da 1 a 5, assegnato sulla base di diversi parametri e rappresentato da altrettanti bike-smile apposti sulla bandiera.

Sono già 30 i COMUNI CICLABILI nel nostro Paese suddivisi in 12 regioni, dal Friuli alla Sardegna, con una sentita partecipazione di alcune aree come Veneto, Emilia Romagna, Marche e Abruzzo.

Si tratta di città con dimensioni e caratteristiche diverse. “COMUNI CICLABILI”, infatti, non nasce per plaudire unicamente a territori che, in considerazione della loro morfologia e attitudine turistica, possono vantare ad esempio lunghe piste ciclabili, ma si propone, invece, di incentivare le amministrazioni ad adottare politiche a favore della mobilità ciclistica, premiare l’impegno di chi ha già messo in campo iniziative bike-friendly e valorizzare le località più accoglienti per chi si muove in bicicletta.

I nuovi riconoscimenti verrano rilasciati entro il mese di marzo, con consegna delle bandiere e degli attestati durante una manifestazione che costituirà anche un momento di formazione per le amministrazioni aderenti.

Ricordiamo che i comuni che ambiscono a ricevere il riconoscimento devono possedere almeno due requisiti tra tutti quelli richiesti nella candidatura: uno nell’area “infrastrutture urbane” (ciclabili urbane e moderazione traffico e velocità) e uno in almeno una delle altre tre aree di valutazione (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”). Tutte le informazioni per aderire all’iniziativa direttamente su www.comuniciclabili.it.

Questi sono oggi i primi 30 COMUNI CICLABILI italiani :

PIEMONTE: Cannobio (VB) ;

LIGURIA: Loano (SV) , Sestri Levante (GE);

LOMBARDIA: Cinisello Balsamo (MI) , Segrate (MI), Sulbiate (MB);

FRIULI VENEZIA GIULIA: Grado (GO), Pordenone ;

VENETO: Belluno , Cavallino Treporti (VE), San Donà di Piave (VE ), Vicenza , Urbana (PD);

EMILIA ROMAGNA: Cesena , Ferrara , Parma , Rimini ;

TOSCANA: Follonica (GR);

MARCHE: Corinaldo (AN), Fano (PU), Grottammare (AP), Pesaro;

ABRUZZO : Francavilla al Mare (CH), Giulianova (TE) , Pescara , Pineto (TE) , Tortoreto (TE);

PUGLIA: Locorotondo (BA);

CALABRIA: Soverato (CZ);

SARDEGNA: Arborea (OR).

Tra meno di un mese l’elenco sarà più che raddoppiato e la mappa dei ComuniCiclabili si arricchirà di nuove localizzazioni.

Esperto Promotore Mobilità Ciclistica: iscrizioni aperte al corso dell’Università di Verona

di Alessandro Di Stefano

Una figura professionale ancora più valorizzata ora che l’Italia ha una legge quadro sulla mobilità ciclistica. Fiab, in collaborazione con l’Università di Verona, organizza il quinto corso “Esperto Promotore Mobilità Ciclistica”, alcuni dei quali avevamo incontrato al CosmoBike di Verona in occasione della consegna dei diplomi.

I giorni di lezione per i nuovi Esperti Promotori Mobilità Ciclistica saranno dieci, spalmati tra aprile e giugno. Come ogni anno, Fiab mette in campo le proprie competenze, a cominciare dal Coordinatore Didattico del Corso, il consigliere nazionale Marco Passigato. Con lezioni frontali e uscite in bicicletta, i partecipanti spenderanno 42 ore complessive anche con docenti universitari del Dipartimento di Neuroscienze, Biomedicina e Movimento.

Competenze e professionalità maturate finora da più di 60 Esperti Promotori Mobilità Ciclistica, valgono importanti risorse anche per i ComuniCiclabili. Proprio perché come si legge nel comunicato del corso dell’Università di Verona ci vuole qualità nella programmazione e progettazioni delle reti ciclabili, programmi di sviluppo territoriale basati sull’economia del cicloturismo, programmi di azioni economiche e culturali”.

Le iscrizioni al corso “Esperto Promotore Mobilità Ciclistica”, aperte a diplomati e laureati, vanno fatte entro il 28 febbraio sul sito dell’Università di Verona. Ateneo che continua a credere in questo corso di aggiornamento professionale, grazie anche al quale le decine di Esperti Promotori Mobilità Ciclistica, provenienti da tutta Italia, hanno svolto lavori in diversi campi. Dagli ambiti profit – ospitalità, cicloturismo, pianificazione territori e comunicazione – a quelli no profit.

 

Dicono di noi!!!

11/02/2018

I Edizione dei “Comuni Ciclabili”: candidato anche il Cilento

Prorogata al 10 febbraio la scadenza per l’adesione all’edizione 2018 dei ComuniCiclabili FIAB. Oltre tale data ci si potrà candidare per l’edizione 2019.

Diventare Comune Ciclabile è sempre possibile… basta volerlo!!!

01/02/2018

https://initalia.virgilio.it/banidera-gialla-per-le-bici-in-citta-ecco-i-comuni-piu-virtuosi-ditalia

 

31/01/2018

Comuni su due ruote

30/01/2018

 

www.ilpescara.it/green/mobilita/montesilvano-comune-ciclabile.html

 

Roseto, comuni ciclabili: il sindaco Di Girolamo incontra il vicepresidente nazionale

24/01/2018

www.ilcentro.it

12/01/2018

www.greenme.it

 

Scade il 30 gennaio il termine ultimo per l’adesione alla rete per il 2018 ed essere inseriti nella guida. Dopo tale data si accetteranno candidature per l’edizione 2019.

10/01/2018

www.adnkronos.com

www.greenplanner.it

metropolitanweb.it

abruzzonews.eu

www.italiaambiente.it

www.ferpress.it

09/01/2018

www.lifegate.it

ComuniCiclabili continua. Per il 2018 si può ancora aderire.

29/11/2017

www.ecodimilanoeprovincia.it

28/11/2017

www.isoradio.rai.it

27/11/2017

www.cagliariciclabile.it

22/11/2017

Comuni Ciclabili, ecco la bandiera gialla della Fiab

A Soverato assegnata la “Bandiera gialla” della ciclabilità italiana

Altri Comuni si aggiungono al network ComuniCiclabili FIAB. Consegna delle bandiere e degli attestati l’8 novembre, presso la Velostazione di Rimini.

14/11/2017

www.ami.fe.it

fiabbassano.it

www.unionesarda.it

www.tuttobicitech.it

ilpiccolo.gelocal.it

Comuni Ciclabili: sono 30 le ‘bandiere gialle’ della ciclabilità italiana

13/11/2017

Comuni ciclabili: assegnate da Fiab 16 nuove bandiere gialle della ciclabilità italiana

www.touringclub.it

COMUNI CICLABILI: 16 nuove bandiere gialle

10/11/2017

BANDIERA GIALLA PER TORTORETO, GIULIANOVA E PINETO

Follonica riceve da FIAB la Bandiera Gialla dei comuni ciclabili

www.verbanianotizie.it

 

09/11/2017

www.spaziosociale.it

www.greencity.it

www.verbanonews.it

www.corriereadriatico.it

www.picenotime.it

www.pu24.it

www.fiab-onlus.it

www.cesenanotizie.net

coordinamentocivicogrado

Consegnata a Pesaro la BandieraGialla Fiab per i “Comuni ciclabili”

www.corrierecesenate.it

08/11/2017

Anche Tortoreto e Francavilla al Mare tra i Comuni Ciclabili FIAB

www.romagnagazzette.com

www.cesenatoday.it

Locorotondo: ritirata questa mattina la bandiera gialla di comune ciclabile

www.primarete.it

www.viveresenigallia.it

www.viverepesaro.it

Rimini comune ciclabile 2018: premio all’assessore Roberta Frisoni

www.altarimini.it

Cresce la ciclabilità urbana in Italia, buon segno

03/11/2017

www.sempionenews.it

02/11/2017

agoraloco.blogspot.it

 

Iniziamo con la consegna delle prime bandiere e dei bike smile.

Ecco una rassegna stampa sull’argomento.

08.10.2017

www.fiab-onlus.it

01.10.2017

www.ilfriuli.it

26.09.2017

C’è Urbana tra i “Comuni ciclabili” della penisola

www.comune.sulbiate.mb.it

24.09.2017

messaggeroveneto.gelocal.it

21.09.2017
www.parmatoday.it

20.09.2017
www.cronacacomune.it

www.gazzettadellemilia.it

Parma fra i “Comuni Ciclabili 2018”: una città a misura di bicicletta

19.09.2017
www.cronacacomune.it

18.09.2017
fanoinforma.it

www.abruzzoweb.it

www.themalinformazione.it

16.09.2017
www.la-notizia.net

15.09.2017
www.lautomobile.aci.it

Fiab consegna le prime bandiere gialli ai Comuni Ciclabili

Comuni, Piste Ciclabili, assegnate le prime 15 bandiere gialle anche a tre Comuni abruzzesi della fascia litoranea: Giulianova, Pineto e Pescara.

14.09.2017
www.vaquelpaese.com

 

Il lancio dell’iniziativa “Comuni ciclabili” ha avuto una vasta eco mediatica con numerosi giornali e siti di informazione che hanno rilanciato il comunicato stampa, spesso contestualizzandolo in un discorso più ampio relativo alla mobilità sostenibile.

Di seguito un elenco di siti che parlano dell’iniziativa; ci scusiamo da subito se ne abbiamo dimenticato qualcuno e vi invitiamo a segnalarci eventuali dimenticanze.

Ed ora si inizia a pedalare!!!

www.repubblica.it

12alle12.it

www.trasporti-italia.com

www.travelnostop.com

www.cityrumors.it

turismoitalianews.it

Metro

Leggo

Today

www.stradeeautostrade.it

www.greenews.info

www.gdc.ancitel.it

www.casaeclima.com

www.greenplanner.it

www.expartibus.it

www.primapress.it

www.regione.vda.it

www.alternativasostenibile.it

www.solonews.eu

www.mondointasca.org

www.ecodallecitta.it

www.ferpress.it

 

Comuni Ciclabili: sono 30 le ‘bandiere gialle’ della ciclabilità italiana

Bicicletta, Italia ed obiettivi di sviluppo sostenibile

Pubblicato un documento predisposto dal Ministero dell’Ambiente per fare luce sul posizionamento dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU.

“Agenda 2030 – Il posizionamento italiano”, questo il titolo del documento pubblicato dal Ministero dell’Ambiente per analizzare la situazione dell’Italia rispetto ai 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030.

Questo documento, come si legge nella nota pubblicata dal Ministero guidato da Gian Luca Galletti, costituisce la prima tappa per la predisposizione, nei prossimi mesi, della Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile, la cui competenza è affidata al dicastero dell’Ambiente.

Il Posizionamento offre una descrizione della situazione italiana di ciascuno dei 17 Obiettivi e 169 sotto-obiettivi ottenuta utilizzando una selezione degli indicatori nazionali potenzialmente più prossimi a quelli elaborati dall’Inter-Agency and Expert Group on Sustainable Development Goals Indicators (IAEG-SDGs).

I risultati della valutazione sono sintetizzati anche tramite la nomenclatura “a semaforo”, già utilizzata nel rapporto “The European Environment – State and Outlook 2015”, a cura dell’Agenzia Europea per l’Ambiente, che consente di farsi un’idea rapida del punto in cui si trova l’Italia e della direzione verso la quale ci si muove.

Nel documento sul “Posizionamento” è possibile consultare anche le proposte emerse nel corso del processo di consultazione con gli stakeholderistituzionali, scientifici e della società civile, che ha visto coinvolte diverse centinaia di soggetti tra il giugno e il dicembre 2016.

Dal rapporto emerge che, al momento , di strada ne rimane ancora molta da fare. «Bisogna tenere distinta l’importanza del documento, prezioso tassello per l’elaborazione della Strategia nazionale, dai risultati, scarsi, che vi sono riportati. Il quadro che emerge è infatti grigio – osservano dall’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile – per molti degli SDGs la posizione italiana è tutt’altro che sulla via di sviluppo sostenibile». Solo 3 obiettivi su 17 «si collocano su un punteggio corrispondente ad un buon trend: si tratta dell’obiettivo 2 (Lotta alla fame), obiettivo 5 (Parità di genere) e obiettivo 6 (Acqua)». I tre risultati peggiori riguardano invece l’obiettivo 8 (Buona occupazione), l’11 (Città e comunità sostenibili) e il 15 (Flora e fauna terrestre). Complessivamente, gran parte degli Obiettivi ha ottenuto «una posizione che varia fra una massima distanza, con un peggioramento delle condizioni per il raggiungimento dell’Obiettivo al 2030 ed una tendenza non omogenea e di difficile previsione».

E, visto che l’incremento dell’utilizzo della bicicletta, come sottolineato dall’ECF, aiuta al raggiungimento di 11 dei 17 obiettivi di sviluppo sostenibile, non resta che augurarci che l’Italia continui nell’incentivo di politiche a favore della mobilità ciclistica e del turismo in bicicletta, approvando le leggi attualmente ferme in parlamento, e stanziando risorse per lo sviluppo della ciclabilità.

di Raffaele Di Marcello

Orrori ciclabili. Quando il progettista non sa quello che fa.

In questi anni si assiste ad un fiorire di iniziative per favorire la ciclabilità, dai provvedimenti legislativi – con relativi finanziamenti – alla realizzazione di piste ciclabili in ogni dove. E, come sempre accade, quando arrivano i soldi, nascono anche, come funghi dopo una pioggia di agosto, i pseudo-esperti.

Tecnici che, fino al giorno prima non sapevano neanche cosa fosse una bicicletta, si improvvisano esperti di mobilità ciclistica e di percorsi ciclabili, accaparrandosi anche incarichi ,con risultati, spesso disastrosi.

E così vediamo la pista ciclabile con abbinato il passaggio pedonale e lo stop, che costringe il povero ciclista a fermarsi, comunque, in prossimità di ogni attraversamento, oppure la segnaletica orizzontale di colore blu (giusto per distinguere il percorso), o ancora piste con curve a 90° o interrotte in prossimità di passi carrai e ancora con inizio nel nulla e fine nel niente.

Errori madornali dovuti anche ad una normativa carente e, spesso, inefficace. Ma le regole che esistono dovrebbero essere, quantomeno, applicate!!! Parliamo del Codice della Strada e del relativo Regolamento di Attuazione, ma soprattutto del Decreto Ministeriale N. 557 del 30/11/1999 che riporta il “Regolamento per la definizione delle caratteristiche tecniche delle piste ciclabili”, regolamento che definisce caratteristiche, dimensioni, pendenze e raggi di curvatura, delle piste ciclabili, piste che, va ricordato, fanno parte della confusa definizione di strada di categoria Fbis –  Itinerario ciclopedonale: strada locale, urbana, extraurbana o vicinale, destinata prevalentemente alla percorrenza pedonale e ciclabile e caratterizzata da una sicurezza intrinseca a tutela dell’utenza debole della strada.

Purtroppo, spesso, la pista ciclabile, è vista come un luogo dove il ciclista occasionale va a spasso, privandola della dignità di infrastruttura per la mobilità vera e propria, infrastruttura che va pianificata, e progettata, con tutti i crismi di legge e con la buona regola d’arte che dovrebbe essere patrimonio di ogni progettista.

Ma, si sa, l’esperto dell’ultima ora ne inventa una ogni momento, per potersi definire più bravo degli altri, e magari si vanta del fatto di uscire in bici, con gli amici, ogni domenica (e quindi di bicicletta ne capisce) e così vediamo nascere, sempre più, percorsi ciclabili dove il ciclista ha paura di avventurarsi, con utilità quasi nulla e, anzi, controproducenti per lo sviluppo della mobilità ciclistica, in quanto alimentano la sensazione di “inutilità” di tali opere.

Che fare? Forse occorre, da subito, all’interno delle università e degli Ordini Professionali, iniziare a formare i tecnici sulle buone pratiche, e sulle regole, della mobilità ciclistica. Perchè non è di esperti che abbiamo bisogno, ma di professionisti preparati.

 di Raffaele Di Marcello

Incentivazione chilometrica del Bike To Work. Istruzioni per l’uso.

Sono molte le domande che un’Amministrazione può porsi nel momento in cui decide di dare il via ad un progetto di incentivazione del Bike to work.

L’Avv. Jacopo Michi, dell’ufficio legale FIAB, avendo collaborato con il Dott. Canessa, Segretario del Comune di Massarosa, alla redazione del primo bando sperimentale, fornisce alcune brevi indicazioni (strutturate nella forma di FAQ – Frequently Asked Questions), che possono aiutare Amministrazioni ed aziende ad elaborare analoghi strumenti di incentivazione della mobilità ciclistica.

Ovviamente, saranno sempre possibili correttivi e miglioramenti, anche tenendo conto delle peculiarità locali e degli obiettivi concretamente perseguiti dalle Amministrazioni.

Mario Andreozzi, di FIAB Versilia BiciAmici, ha predisposto invece breve scheda che mette in evidenza le varie fasi del progetto “Bike to Work – incentivo chilometrico. Il Modello Massarosa”

FIAB, tramite i suoi tecnici, è pronta a fornire la propria consulenza a tutti quei soggetti – pubblici e privati – che fossero intenzionati ad attivare progetti di incentivazione del “bike to work” in qualsiasi forma attuati.

Download del manuale di Jacopo Michi: Incentivazione chilometrica del Bike To Work. Istruzioni per l’uso

Download della scheda di Mario Andreozzi: Bike to Work – incentivo chilometrico. Il Modello Massarosa

Rimborsi chilometrici: dove in Europa si punta sul bike to work?

Cresce il numero di paesi in Europa che incentivano il bike to work coi cosiddetti rimborsi chilometrici. Un manciata di euro, a seconda delle distanze  pedalate: in Belgio, ad esempio, sono 0,23 i centesimi che i lavoratori in bicicletta guadagnano ogni mille metri. Un bottino che ingrossa le tasche oramai del 9% della forza lavoro di tutto il paese. Oltre 400mila i belgi, secondo quanto riporta ECF, che usufruiscono di questi incentivi economici.

Ma l’Europa del rimborso ciclabile al bike to work non è fatta soltanto di esempi virtuosi. A ostacolare infatti la diffusione della mobilità dolce negli spostamenti quotidiani casa-lavoro non compare soltanto l’abitudine all’auto dei cittadini. Secondo i calcoli della Commissione Europea l’utilizzo dell’auto aziendale, in termini di incentivi all’acquisto da parte delle imprese, costerebbe 4,1 miliardi di euro l’anno. Per molto meno il Belgio ha ottenuto un cambiamento d’abitudine di quasi il 10% dei lavoratori, incentivandoli col rimborso chilometrico: 93 milioni di euro il costo sul bilancio.

Su binari analoghi a favore del bike to work si è mosso anche il Lussemburgo, dove la recente riforma fiscale ha inserito la possibilità di agevolazioni con l’acquisto di due ruote, sia tradizionali che elettriche. 300 euro la somma che i lavoratori del Granducato potranno dedurre, mentre alle imprese sarà possibile fornire ai propri dipendenti una bicicletta sia per uso personale che per mansioni lavorative.

Ultima arrivata nel 2015, la Francia ha già dato la possibilità alle aziende private di rimborsare i lavoratori per ogni chilometro pedalato. Ancora  allo studio invece il decreto che amplierebbe la platea ai dipendenti pubblici. Unico limite, che renderebbe l’incentivo economico meno appetibile rispetto ai colleghi belgi, rimane il tetto annuo fissato a 200 euro per il rimborso. Una cifra contro cui si stanno già battendo le associazioni bike friendly d’Oltralpe. Diverso ancora il contesto italiano, dove a muoversi non è la politica nazionale, bensì i singoli comuni. Progetti come quello toscano di Massarosa, il primo a metterlo in pratica nel 2015, hanno presto preso piedi sotto diversi campanili.

Comitato europeo delle regioni: per la mobilità dolce serve cambiamento di paradigma

Il Comitato europeo delle regioni, che riunisce i rappresentanti regionali e locali dell’Unione Europea, torna a far sentire la sua voce sulla mobilità ciclistica. E lo fa con un parere pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale dell’Ue il 21 marzo scorso, dove si fa riferimento alla tabella di marciadegli ormai ex Ventotto in tema di mobilità ciclistica.

Dal testo consultabile sulla Gazzetta Ufficiale il Comitato europeo delle regioni raccomanda “un cambiamento di paradigma” nelle politiche dei trasporti e con esso una “nuova gerarchia della mobilità sostenibile“. Una gerarchia che in altre parole dia più sicurezza e renda più convenienti gli “spostamenti attivi“; il parere insiste poi sulla “promozione del trasporto pubblico“, sul car sharing e sulla condivisione della vettura, ad esempio, fra colleghi di lavoro.

Stando dunque al documento redatto dal Comitato europeo delle regioni, l’utilizzo dell’automobile andrebbe ridimensionato, dando priorità “al flusso di traffico per gli utilizzatori di trasporti attivi“. Spazio anche all’intermodalità: il parere del Comitato evidenzia “la necessità di promuovere, all’interno degli strumenti di programmazione territoriale, il miglioramento dell’accessibilità pedonale e ciclabile alle fermate del trasporto pubblico“.

Nel parere del Comitato un paragrafo importante è dedicato anche ai finanziamenti, rilevando che “esistono solidi riscontri accademici secondo i quali il rapporto benefici-costi degli investimenti in infrastrutture ciclabili sarebbe pari ad almeno 5 a 1“. Proporzioni che dovrebbero invitare i Ministri dei Trasporti degli Stati membri ad adottare un documento strategico sulla ciclabilità a livello comunitario. Sul capitolo corrieri in bicicletta e sistemi di trasporto intelligenti il Comitato chiede infine che “i prossimi orientamenti della CE in materia di logistica urbana riconoscano che esistono enormi potenzialità” in questo settore.

Raffaele Di Marcello

Ciclovie come opere strategiche: il lavoro di Fiab premiato nel documento del MIT

Grandi sorprese nell’uovo di Pasqua per la ciclabilità nazionale. Con il Documento Economia e Finanza 2017 è stato infatti approvato l’Allegato su proposta del ministro del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, dal titolo Connettere l’Italia: fabbisogni e progetti infrastrutturali, nel quale si individuano le priorità infrastrutturali da qui al 2030.

Fra i paragrafi del documento del MIT, comprese nel sistema nazionale integrato dei trasporti (SNIT), insieme alle strade di grandi comunicazione, ferrovie, porti, interporti e aeroporti, anche le ciclovie, alle quali viene data pari dignità strategica. Tra le rotte privilegiate a livello nazionale quelle segnate dai tracciati EuroVelo e da altri itinerari di interesse nazionale.

Il documento “Connettere l’Italia”, pur con reti EuroVelo e Bicitalia non aggiornate, riconosce altre ciclovie oltre alle quattro già finanziate nella Legge di Bilancio 2016. Nell’elenco compaiono la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, la ciclovia del Sole, VenTo e Grab; si prosegue con l’anello ciclabile del Lago di Garda e le ciclovie Sarda, Magna Grecia (tra Puglia, Basilicata e Calabria), Tirrenica (quella della prossima edizione Bicistaffetta), l’Adriatica (quella della scorsa) e la Trieste-Venezia.

Un riconoscimento e un’attenzione al mondo della mobilità sostenibile dal parte del MIT che soddisfano Fiab. La Federazione che lo scorso 29 marzo ha incontrato a Roma, presso il ministero, il Gruppo di Lavoro interministeriale incaricato di definire criteri di progettazione e standard per le ciclovie già finanziate. Occasione che è servita anche a ribadire i contenuti del dossier consegnato da Fiab al Ministero dell’Ambiente sulla “promozione della rete ciclabile nazionale” nel 2014.

Durante l’incontro tra Fiab e il Gruppo di Lavoro interministeriale è stato infine consegnato l’aggiornamento della rete Bicitalia. Tre i nuovi itinerari: BI 19 ciclovia Tirrenica, che correrebbe da Ventimiglia a Latina, comprensiva delle ciclovie della Sardegna (come da proposta alla Regione da parte del CIREM dell’Università di Cagliari e della Fiab); BI 20 ciclovia medio padana, che collegherebbe Susa a Trieste, coinvolgendo la futura ciclabile lungo il Canale Cavour in Piemonte; BI 21 ciclovia TIBUR, unendo Pescara a Roma passando per Sulmona e Tivoli.

Raffaele Di Marcello