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Albergabici: la rete delle strutture ricettive “amiche della bicicletta”… e dei ciclisti

Albergabici è il “club di prodotto” di FIAB – Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta –  che racchiude numerose strutture ricettive italiane (alberghi, agriturismi, bed & breakfast, ostelli, ecc.) attrezzate per rispondere alle esigenze dei cicloturisti,  che vogliono farsi conoscere nel mondo degli appassionati di bici come destinazione perfetta per soggiorni e vacanze su due ruote.

Dal 2003 Albergabici mette in contatto i cicloturisti con le strutture ricettive ideali per i viaggiatori in bicicletta, con il preciso obiettivo di agevolare lo sviluppo del cicloturismo nel nostro Paese e aumentare il numero di chi si orienta verso una vacanza attiva, pulita e salutare in sella alla propria bici.

Il cicloturismo è una realtà in costante crescita in tutta Europa, e  in Italia (dati 2012) ha mosso un indotto di oltre 2 miliardi di euro e, in tutta Europa, di 44 miliardi, dato superiore a quello prodotto del settore delle crociere che si ferma a 39,4 miliardi.  Nel 2019 è stato calcolato che l’indotto derivante dal turismo in bicicletta, solo in Italia, è stato pari a 7,6 miliardi di euro.

Da considerare, inoltre, le ricadute sul territorio: il cicloturista spende il 40% in più della media dei turisti di massa, cerca le soluzioni che lo portano vicino alle emozioni e non per forza le più economiche e spende capillarmente ovunque si trovi alimentando la piccola economia locale.

A conferma di ciò i dati di uno studio Eurovelo, secondo il quale ogni km di ciclabile – inserito in una valida rete cicloturistica – costa tra 30 e 300 mila euro e produce un indotto medio di 110.000 euro all’anno, che ricade in buona parte sulle strutture ricettive e di accoglienza.

A supporto di questa tipologia di turismo, legata a territorio, destagionalizzata e particolarmente adatta ad affrontare il periodo in cui ci troviamo, dove la pandemia da Covid-19 necessita di nuovi approcci all’esperienza tuirstica, FIAB rilancia il suo “club di prodotto”, che analogamente a marchi europei, nazionali e locali, si rivolge a tutte le strutture ricettive bike-friendly, o che desiderano diventarlo grazie all’aiuto della Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta, interessate ad entrare nel circuito e a intercettare il target dei cicloturisti.

Pregio di Albergabici, rispetto a marchi simili, è il supporto della rete FIAB e la visibilità di livello nazionale e internazionale.

Tre i requisiti minimi per poter essere ammessi nella rete: accettare pernottamenti anche di una sola notte (escluso agosto); disporre di un posto chiuso e sicuro per le bici e attrezzi per la manutenzione di base; garantire ai propri ospiti una prima colazione sostanziosa con alimenti adatti ai ciclisti.

Due invece le formule di affiliazione al circuito, con differenti livelli di visibilità e, in ogni caso, la presenza della struttura sul portale Albergabici.it  fino al 31 ottobre 2021, con una pagina descrittiva corredata da galleria fotografica.

La formula più completa è la “PLUS”, con un costo annuale di € 99, IVA inclusa, per il periodo 1° novembre 2020 / 31 ottobre 2021. Chi aderisce nei prossimi mesi (entro il 31 ottobre) beneficerà di due vantaggi esclusivi: quello di essere inseriti con un proprio spazio nel catalogo Albergabici 2021 “Scopri l’Italia in bicicletta” (distribuito in 30.000 copie direttamente a casa dei soci FIAB e in occasione di fiere e iniziative del mondo della bicicletta) e quello di comparire da subito sul portale Albergabici.it beneficiando di questa presenza già da quest’estate.

I vantaggi riservati alle strutture “PLUS” sono: presenza a rotazione della struttura nella homepage del sito Albergabici.it; visibilità prioritaria nei risultati delle ricerche effettuate sul portale; consegna di attestato e targa Albergabici da esporre all’interno della struttura; possibilità di inserire nella propria scheda tracce gpx di itinerari ciclabili nella zona e percorsi consigliati in bicicletta con partenza dalla struttura ricettiva; priorità nella consultazione da parte di FIAB relativamente all’organizzazione delle oltre 250 iniziative cicloturistiche in bicicletta riservate ai soci; assistenza telefonica da parte del team Albergabici.

Per le strutture che desiderano aderire con una formula più leggera, Albergabici propone il pacchetto BASE da € 49, IVA inclusa, sempre dal 1° novembre 2020 al 31 ottobre 2021, che non prevede la presenza sul catalogo cartaceo, la targa Albergabici da appendere nella struttura e gli altri vantaggi esclusivi della formula PLUS.
Anche con la soluzione BASE, le strutture che sottoscrivono la loro adesione entro il 31 ottobre 2021 avranno in omaggio la presenza anticipata sul portare Albergabici.it, a partire dalla stagione in corso.

Va ricordato, infine, che il servizio offerto da Albergabici è integrato con il portale Bicitalia e consente di visualizzare la posizione di ogni struttura ricettiva presente sul sito, segnalando le migliori piste ciclabili nell’area di riferimento.

Solo chi aderisce al Servizio Plus tra maggio e ottobre sarà presente nel catalogo cartaceo che viene stampato in 25.000 copie e spedito agli oltre 18.000 soci di FIAB in allegato alla rivista di settore BC. Sfoglia il catalogo 2020

L’adesione al servizio scade il 31 ottobre 2021 in modo da poter stampare in tempo per la stagione primavera-estate il catalogo delle strutture Plus.
Per chi si iscrive tra maggio e dicembre il servizio scade il 31 ottobre dell’anno successivo, per chi si iscrive tra gennaio ed aprile il servizio scade il 31 ottobre dell’anno in corso.

Non resta, quindi, che aderire ad Albergabici, e diventare una struttura di riferimento per i tanti cicloturisti, italiani e stranieri, che già da quest’estate inizieranno ad affollare il nostro Paese.

Il 2017 è stato l’anno della mobilità attiva. In Italia il 76% vorrebbe più investimenti sulla bici

Tratto dal sito www.fiab-onlus.it

L’Italia resta il Paese dove nel 2017 circolavano 64 automobili ogni 100 abitanti come ha rilevato il 15esimo rapporto ISFORT sulla mobilità. Qualcosa però sembra cambiare nelle strade e nella predisposizione delle persone a nuovi modelli di trasporto alternativi alle quattro ruote. L’anno della mobilità attiva è stato proprio il 2017 secondo la ricerca dell’Istituto Superiore di Formazione e Ricerca per i Trasporti: la quota dei tragitti a piedi, in bici e sui mezzi pubblici è salita dal 27,6% al 37,9%. Dato positivo anche per la Federazione Italiana Amici della Bicicletta che in Italia e in Europa – con il vicepresidente di ECF Alessandro Tursi – sostiene soluzioni come la “Dieta del traffico” basata sulla valorizzazione degli spostamenti meno inquinanti e più rispettosi dello spazio pubblico.

 

Dal 15esimo rapporto ISFORT emergono poi altre cifre interessanti sulla mobilità attiva e sulla sua componente ciclistica. Per la prima volta, infatti, i movimenti su due ruote hanno scollinato il 5% (5,2%) degli spostamenti totali e tra gli intervistati che rispondevano sì alla domanda se quelle proposte dall’Istituto fossero mezzi di trasporto alternativi all’auto da incentivare, il 76% ha individuato la bicicletta e l’85% il trasporto pubblico. Come ha spiegato la presidente Fiab Giulietta Pagliaccio, l’Italia in bicicletta ha fatto diversi miglioramenti: il bike sharing, ad esempio, è un servizio cittadino che il 61% degli intervistati del rapporto ISFORT vorrebbe potenziato con investimenti.

 

Il proverbiale bicchiere resta però mezzo vuoto se si guardano i numeri del parco auto italiano. Nel 2017 il “garage nazionale” contava 38,5 milioni di veicoli che inquinano e ingombrano le nostre città. Da qui la provocazione Fiab: far pagare in base a quanto si inquina e a quanto spazio si occupa. «È compito della politica far sì che la voglia di bicicletta si traduca in più ciclisti sulle strade e sulle ciclabili». Quanto detto dalla Presidente Fiab permette di commentare un altro dato del 15esimo rapporto ISFORT, ovvero quello sulla disponibilità degli intervistati a cambiare mezzo di trasporto. Se nel 2015 chi si dichiarava propenso a pedalare di più era il 28,9%, lo scorso anno questo desiderio bike friendly veniva espresso dal 38,8% degli intervistati. Recenti dati suggeriscono che anche un’Italia più ciclabile potrebbe favorire lo sviluppo economico dei commercianti e dei centri storici. Intanto però il Governo sembra puntare poco sulla mobilità attiva, mentre in Europa questo concetto è stato ormai accolto dalla politica.

Chiusa l’edizione 2018; a breve le adesioni per l’edizione 2019.

Si è chiusa il 21 marzo, a Bologna, la prima edizione di ComuniCiclabili con la consegna di 39 nuove bandiere gialle della ciclabilità italiana.

Salgono a 69 i comuni insigniti del riconoscimento di FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta in 16 regioni: comuni di ogni dimensione e tipologia, dalle grandi metropoli alle piccole realtà che sono entrati nella rete delle città “amiche della bicicletta” che vogliono migliorare la ciclabilità dei loro territori.

• Scaricabile on line anche la prima edizione della «GUIDA AI COMUNI CICLABILI D’ITALIA»

• Annunciata per l’estate l’apertura delle adesioni a COMUNI CICLABILI 2019

Con la consegna di 39 nuove bandiere gialle della ciclabilità italiana ad altrettante amministrazioni locali si è conclusa il 21 marzo scorso, a Bologna, la prima edizione di COMUNI CICLABILI, il progetto lanciato la scorsa estate da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta per riconoscere gli sforzi di quei comuni che mettono in pratica concrete politiche per la mobilità in bicicletta, rendendo i propri territori bike-friendly e accoglienti per chi si muove sulle due ruote.

I riconoscimenti ai nuovi COMUNI CICLABILI sono stati consegnati nell’ambito di una cerimonia mercoledì 21 marzo alle ore 10.45 nella sede comunale dello storico Palazzo D’Accursio in Piazza Maggiore a Bologna, la prima grande città, insieme a Torino, a ricevere la bandiera gialla.

“A soli otto mesi dal lancio dell’iniziativa, siamo davvero soddisfatti dell’interesse che il progetto COMUNI CICLABILI ha suscitato in tantissime amministrazioni locali che hanno fatto domanda di adesione – dice Alessandro Tursi, vice presidente FIAB e responsabile di COMUNI CICLABILI – Un risultato ben superiore alle nostre aspettative che dice, però, della volontà di tanti territori di volersi impegnare in politiche e iniziative concrete a favore di una mobilità sempre più sostenibile per le persone e per l’ambiente”.

Salgono così a 69 i comuni italiani che possono sventolare la bandiera gialla con il relativo grado della ciclabilità, ovvero il punteggio da 1 a 5 bike-smile apposto sulla bandiera e attribuito sulla base di diversi parametri di valutazione, che vanno ben al di là del semplice conteggio delle piste ciclabili.

Non un premio, ma una rete di amministrazioni che si mettono in gioco facendo valutare a FIAB il loro livello di “ciclabilità” in modo da poter migliorare azioni e politiche verso la piena realizzazione di territori a misura di ciclisti.

Oggi l’iniziativa COMUNI CICLABILI tocca ben 16 regioni del Bel Paese, dai capoluoghi dell’estremo nord (Trento) a quelli dell’estremo sud (Lecce).
Tra i nuovi capoluoghi entrati in nella rete di COMUNI CICLABILI, oltre ai già citati Torino, Bologna, Trento e Lecce, figurano anche Brescia, Cuneo, Pisa e Grosseto. Si contano anche comuni e località di punta del turismo nazionale come Riccione, che sulla Riviera Romagnola si affianca a Rimini già COMUNE CICLABILE dallo scorso novembre, e Castiglione della Pescaia in Toscana.

Se il maggior numero di comuni è sempre al nord tuttavia si fanno notare anche l’Abruzzo, primo per numero di comuni, ben 10, che formano quasi un unico ininterrotto comprensorio cicloturistico lungo la Ciclovia Adriatica, la Puglia con 9 comuni principalmente nel Salento, e infine la sorpresa della Sicilia rappresentata da Favignana, definita “l’isola più ciclabile del Mediterraneo”, visto che il territorio e le strade sono affollate di presone in bici, anche e soprattutto grazie all’ordinanza che vieta l’accesso alle auto nella stagione estiva: “una ‘rivoluzione semplice’ economica e turisticamente vincente, che andrebbe imitata ed esportata, e che ha fatto guadagnare all’isola il massimo riconoscimento di 5 bike-smile”, sottolinea Tursi.

Contemporaneamente alla consegna delle nuove bandiere gialle, FIAB annuncia l’uscita della 1^ edizione della «GUIDA AI COMUNI CICLABILI D’ITALIA» che è scaricabile on line all’indirizzo www.comuniciclabili.it/guida-2018/ e che dà pieno riconoscimento verso l’esterno ai territori aderenti.

La guida, oltre a dare visibilità alle best practice e all’offerta di ognuna delle 69 realtà coinvolte, sottolinea le finalità dell’intero progetto COMUNI CICLABILI di FIAB, ovvero valorizzare ogni tipo di impegno verso lo sviluppo di una mobilità più sostenibile per le persone e l’ambiente e, soprattutto, incentivare a fare sempre meglio per agevolare la scelta della bicicletta come mezzo di trasporto in ogni ambito, dagli spostamenti quotidiani di bike-to-work e bike-to-school al tempo libero, fino alle vacanze in sella.

Dietro le quinte di COMUNI CICLABILI un team di elevate professionalità costituito interamente da architetti urbanisti (www.comuniciclabili.it/team/), che ha sviluppato il progetto come fosse un “manifesto per città più vivibili”: l’ideatore Alessandro Tursi, Valeria Lorenzelli, Raffaele Di Marcello e Genny Gallinelli, hanno condiviso una vision di “città possibile” dando vita a un’iniziativa in grado di contagiare i comuni nel momento in cui questi si trovano di fronte alla scheda di adesione da compilare, che aiuta a prendere coscienza dei risultati già raggiunti (anche senza saperlo) e delle moltissime cose ancora da fare.

Importante ricordare, infatti, come la valutazione dei comuni che ambiscono a ricevere il riconoscimento di COMUNE CICLABILE tiene conto di differenti aree d’intervento. Per candidarsi, la singola amministrazione deve possedere almeno due requisiti tra quelli richiesti nella candidatura: uno nell’area infrastrutture urbane (“ciclabili urbane” e/o “moderazione traffico e velocità”) e uno in almeno una delle altre tre aree di valutazione (“cicloturismo”, “governance” e “comunicazione & promozione”)

“L’idea di fondo dell’intero progetto – aggiunge Giulietta Pagliaccio, presidente FIAB – è quella di creare una vera e propria comunità italiana dei Comuni Ciclabili, riconoscibili verso l’esterno ma soprattutto attivi tra loro per momenti di confronto e di scambio di esperienze e best practice in tema di mobilità ciclistica”. In quest’ottica FIAB organizzerà eventi di alta formazione a ciclo continuo ai quali i COMUNI CICLABILI potranno partecipare GRATUITAMENTE inviando amministratori, tecnici o personale delle polizie municipali, per condividere e rendere patrimonio comune le migliori esperienze, che sono tante e variegate in tutti gli ambiti , dalle ciclabili alla moderazione del traffico, dal cicloturismo alla pianificazione fino alla comunicazione. Primo appuntamento venerdì 20 aprile a Pesaro col seminario teorico-pratico sulla celebre Bicipolitana.

Per maggiori informazioni: www.comuniciclabili.itwww.fiab-onlus.it

ELENCO COMUNI CICLABILI 2018:
PIEMONTE: Cuneo, Cannobio (VB), Occimiano (AL), Torino;
LIGURIA: Loano (SV), Sestri Levante (GE);
LOMBARDIA: Brescia, Borgarello (PV), Cassina de’ Pecchi (MI), Cernusco sul Naviglio (MI), Cinisello Balsamo (MI), Segrate (MI), Sulbiate (MB);
TRENTINO ALTO ADIGE: Trento;
FRIULI VENEZIA GIULIA: Azzano Decimo (PN); Barcis (PN), Grado (GO), Maniago(PN), Porcia (PN), Pordenone;
VENETO: Belluno, Bussolengo (VE), Cavallino Treporti (VE), Grisignano di Zocco(VI), San Donà di Piave (VE), Urbana (PD), Vicenza, Vittorio Veneto (TV);
EMILIA ROMAGNA: Bologna, Cesena, Ferrara, Parma, Riccione (RN), Rimini, Sissa Trecasali (PR);
TOSCANA: Castiglione della Pescaia (GR), Follonica (GR), Grosseto, Pisa;
UMBRIA: Arrone (TR), Foligno (PG);
MARCHE: Corinaldo (AN), Fano (PU), Grottammare (AP), Pesaro;
ABRUZZO: Corropoli (TE), Francavilla al Mare (CH), Giulianova (TE) , Montesilvano(PE), Ortona (CH), Pescara, Pineto (TE), Rapino (CH), Roseto degli Abruzzi (TE) Tortoreto (TE);
PUGLIA: Botrugno (LE), Ceglie Messapica (BR), Giuggianello (LE), Lecce, Locorotondo (BA), Nociglia (LE), San Cassiano (LE), Sanarica (LE), Surano (LE);
CAMPANIA: Camerota (SA), Castelnuovo Cilento (SA);
CALABRIA: Soverato (CS);
SICILIA: Favignana (TP);
SARDEGNA: Arborea (OR).